Valle Scrivia in crisi tra paura del gelo e «sete» invernale
VOLPEDO.Il rischio climatico raddoppia: un improvviso ritorno del freddo da un lato, la mancanza d'acqua che in estate potrebbe compromettere anche l'agricoltura più tardiva dall'altro. L'opinione di Maurizio Stringa, presidente del consorzio irriguo della valle Scrivia è in sintonia con le preoccupazioni degli agricoltori. «E' una situazione veramente anomala, che potrebbe però essere preludio a cambiamenti climatici di lungo periodo ormai in atto, la natura sta lavorando, le piante non sono ferme per l'inverno». La preoccupazione è il ritorno del freddo: «Basta una brusca discesa delle temperature per compromettere i raccolti, oppure una nevicata può fare soffocare la pianta, a meno che non sia neve che non si deposita». L'altra grande preoccupazione però è la carenza d'acqua: «Non siamo affatto sicuri delle scorte per l'estate. In montagna non nevica, la temperatura si alza e le precipitazioni diminuiscono». Quali provvedimenti può prendere il consorzio? «Occorre implementare al più presto sistemi per disperdere meno acqua possibile. Portare avanti con urgenza i progetti con Provincia e Regione e all'interno del consorzio e dei suoi componenti di primo grado. Occorre mettere in atto le soluzioni già individuate e da anni attese, dagli invasi alle canalizzazioni, manutenzioni che permettano di sprecare meno acqua, regolamenti per controllare la distribuzione». Sarà possibile orientare la produzione su colture diverse, che magari necessitano di minore irrigazione? «Il mercato non ci aiuta, non possiamo produrre solo cereali, pena la saturazione e il crollo dei prezzi, certamente risentiamo molto della chiusura dello zuccherificio di Casei, che hanno indotto molti a riconvertirsi creando squilibri di mercato, mentre le colture più pregiate hanno bisogno di notevole mole di acqua». (s. b.)