Tabaccaio di Verona assassinato all'alba
VERONA. Accoltellato a morte e nella sua tabaccheria in pieno centro, a Verona. Almeno sei ferite da arma da taglio sono state inflitte alla schiena, al collo, alla guancia, al petto e a una gamba. Cosi è stato ucciso ieri mattina presto Giorgio Vesentini, 50 anni, titolare di un'edicola-tabaccheria. Gli inquirenti non escludono alcuna pista anche se sembrano privilegiare qualla della rapina degenerata in omicidio. Ma i dubbi permangono e il delitto di Verona si presenta come un giallo. Un omicidio tutto da chiarire: a quell'ora non vi erano testimoni e l'arma non è stata trovata.
Ma l'edicola è collocata in una via centralissima della città, dove banche e gioiellerie avevano in funzione le telecamere di vigilanza e dunque l'assassino potrebbe avere le ore contate. I filmati saranno velocemente sequestrati e visionati per scoprire se si vede con una certa chiarezza l'immagine dell'assassino che scappa e dell'eventuale mezzo che ha usato. Vesentini, secondo gli inquirenti, potrebbe aver cercato di difendersi dal suo carnefice, il quale, a quel punto ha tirato fuori il coltello, colpendo l'edicolante a morte. L'omicida non ha rubato però il portafoglio che aveva in tasca l'edicolante e la cassa del negozio era ovviamente vuota perché l'attività non era ancora iniziata. Quindi, l'ipotesi della rapina non reggerebbe.
L'omicidio è avvenuto all'interno dell'edicola, infatti il cadavere è stato scoperto da un cliente che era entrato per acquistare un quotidinao. I pacchi dei giornali scaricati dal furgone della distribuziobe erano ancora legati, segno questo che l'edicolante non ha fatto neppure in tempo a sistemare il materiale da esporre. Vesentini sarebbe stato ucciso tra le 6,30 e le 7,15, ovvero tra il momento dell'apertura dell'esercizio commerciale e l'ora in cui il corpo è stato trovato dal cliente. La testimonianza della moglie della vittima ha reso possibile la ricostruzione dei tempi: il marito apriva sempre l'edicola alle 6,30 e anche ieri mattina è uscito di casa al solito orario. Dunque l'assassino ha agito nell'arco di quei 45 minuti, ovvero fino alle 7,15 quando il cliente ha notato il cadavere e avvisato immeditamente le forze dell'ordine e del 118. Ma l'arrivo dei soccorsi è stato inutile, l'edicolante era già morto. Sul posto si sono recati il pm Fabrizio Celenza e il medico legale Zeno De Battisti che hanno constatato la dinamica dell'omicidio.
L'ipotesi che si tratti di una rapina finita nel sangue è comunque la pista seguita ma gli investigatori non eslcudono che l'omicio possa esere maturato nell'ambito dei rappori personali della vittima.
Vesentini, sposato e senza figli, non aveva mai subito rapine da quando 14 anni fa aveva acqusitato la centralissima edicola-tabaccheria di corso Portoni Borsari, poco distante dalla sua abitazione. «L'ennesimo delitto che vede vittima un nostro iscritto», ha affermato Giovanni Risso, presidente della Federazione italiana tabaccai, «ripropone l'assoluta gravità del problema della sicurezza degli esercizi commerciali. Da tempo chiediamo allo Stato di emanare provvedimenti che facilitino l'adozione di strumenti di difesa».