Litvinenko, il killer ha un nome

ROMA.Adesso ha un volto il sicario che il primo novembre scorso avvelenò Aleksandr Litvinenko, ex agente del Kgb, con una tazza di tè contaminato da polonio 210. Scotland Yard è risalita all'uomo, un caucasico sulla trentina, grazie alle immagini registrate dalle telecamere di sicurezza dell'aeroporto di Heathrow. La polizia inglese non ha per ora diffuso i fotogrammi che ritraggono l'arrivo in Gran Bretagna del presunto killer. Litvinenko sarebbe stato avvelenato in una stanza al quarto piano del Millenium Myfair Hotel e non nel bar dello stesso albergo, come si era invece creduto. In questa stanza - che è risultata di gran lunga la più contaminata fra i dodici luoghi in cui sono state rilevate le tracce del polonio e che è il solo sito ancora oggi sotto sequestro - Litvinenko avrebbe incontrato l'ex collega Andrej Lugovoi e l'uomo d'affari russo Dimitri Kovtun. Ma accanto a queste due persone ve ne sarebbe stata anche una terza: un uomo - il killer a contratto per l'appunto - che a Litvinenko sarebbe stato presentato col nome di Vladistav e che all'ex agente parlò della possibilità di chiudere un grosso affare con una società privata moscovita specializzata in sicurezza.
Durante la conversazione, questo personaggio dai capelli neri e dalla corporatura alta e massiccia avrebbe preparato personalmente un tè, poi offerto a Litvinenko, utilizzando le tazze e il bollitore che erano in camera.