Agricoltura, rischio-gelate
VOLPEDO. E' un inverno anomalo dal punto di vista meteorologico. Al punto che le colture sono almeno un mese avanti rispetto ai tempi fisiologicamente abituali e ci sono preoccupazioni. Basta infatti un brusco abbassamento delle temperature, una gelata, un evento climatico nella norma di un inverno usuale ma inaspettato dalla natura con questi tepori, per vanificare l'intero raccolto.
«Ci sono preoccupazioni, d'altronde per cogliere le anomalie di un inverno climaticamente impalpabile basta guardarsi attorno - commenta il presidente di zona dell'Unione Agricoltori, Gianfranco Castelletti - Soprattutto il settore cerealicolo è in allarme: il grano è almeno un mese avanti rispetto alla normalità. In caso di gelata o di nevicata c'è un forte rischio di soffocamento per le piante, già piuttosto alte. Un discorso a parte si può fare per le specialità a tarda semina, che sono in una fase meno pronunciata di maturazione, ma si tratta di una minima parte. Gli altri seminati hanno lavorato con il caldo e l'umidità, biologicamente è come se fossero a fine febbraio». Per le colture collinari ci sono uguali preoccupazioni? «Anche le piante da frutto e la vite sono piuttosto avanti come stadio vegetativo, e in caso di gelate si può dire siano molto esposte al rischio. Ma in questo caso il pericolo può essere rappresentato dalla scarsità d'acqua e di precipitazioni, in previsione di un'estate che si annuncia molto secca. Le colture orticole ad esempio ora non corrono grossi problemi perché più tardive, ma poi si dovrà irrigare, quindi se non ci sono scorte d'acqua le preoccupazioni saranno fondate». Nei prossimi giorni è previsto un brusco abbassamento delle temperature, anche con nevicate a quote basse: la categoria degli agricoltori sta cercando di tutelarsi? «Intanto ci auguriamo che nella nostra zona non nevichi, cosi come speriamo che il vero freddo non arrivi, pena il rischio di causare ingenti danni. Nel tal caso siamo in allerta, qualora il clima mutasse ci attiveremo per chiedere l'intervento delle istituzioni per calamità». E per far fronte alla possibile emergenza-acqua, si pensa già ad implementare al più presto sistemi per disperdere meno acqua possibile, portando avanti con urgenza i progetti con Provincia e Regione, all'interno del consorzio irriguo e dei suoi componenti di primo grado. Occorre mettere in atto le soluzioni già individuate e da anni attese, dagli invasi alle canalizzazioni, manutenzioni che permettano di sprecare meno acqua, regolamenti per controllare la distribuzione.