«Dolce morte», favorevoli 7 italiani su 10

ROMA. Sette italiani su dieci, pari al 68 per cento della popolazione, sono favorevoli all'eutanasia. E ben un italiano su quattro, il 26% del totale, è convinto che negli ospedali pubblici venga praticata l'eutanasia clandestina per i casi irrisolvibili. Il 74,7 per cento degli italiani è inoltre favorevole all'introduzione di una legge sul testamento biologico. E' una fotografia a sorpresa quella che presenta il sondaggio Eurispes, contenuto nel rapporto Italia 2007. Un sondaggio che, vista la materia scottante, ha subito suscitato le reazioni dei contrari alla «dolce morte».
Che, per bocca di Alfredo Mantovano di An invitano a «buttare nella spazzatura il rapporto», reo di aver manipolato l'opinione degli italiani.
Ma torniamo ai numeri Eurispes. Dall'inchiesta campionaria emerge che rispetto alla scorso anno i favorevoli all'eutanasia sono aumentati, facendo registrare un incremento di bel 26 punti percentuali. I dati sono letteralmente rovesciati se confrontati con quelli del 1987. Allora il 40,8% degli italiani era contrario all'eutanasia, mentre soltanto il 24,5% era favorevole e il 18,3% si dichiarava favorevole solo nel caso di una morte imminente e in condizioni molto dolorose.
A determinare il ripensamento degli italiani, oltre al dibattito politico ed etico degli ultimi anni, sarebbe stata anche la recente triste vicenda che ha avuto come protagonista Piergiorgio Welby, il militante radicale malato di sclerosi laterale amiotrofica che dal suo letto di dolore è riuscito a trasformare la sua agonia in un caso politico.
Gian Maria Fara, presidente dell'Eurispes, prevedendo le polemiche che la sua ricerca scatenerà, mette però le mani avanti. «L'accelerazione dei favori nei confronti dell'eutanasia è stata provocata dai casi al centro dell'opinione pubblica e da un malinteso sul senso dell'eutanasia che per la gente equivale a staccare la spina», dichiara Fara. La domanda rivolta dal sondaggio era se si dichiarava «favorevole o contrario all'eutanasia, ovvero alla possibilità di poter concludere la vita di un'altra persona, dietro sua richiesta allo scopo di diminuire le sofferenze degli ultimi momenti?». E' a questa domanda che sette italiani su dieci hanno dato il proprio consenso, una percentuale che arriva al 70,4 per cento tra i maschi. Nell'ultimo anno il 66,2% dichiara di aver sentito parlare del testamento biologico a fronte del 28,5% che non conosce l'argomento. La percentuale più elevata di «informati» è tra gli abitanti del centro con il 77,2%. Come in parlamento anche gli italiani hanno opinioni molto diverse sull'argomento. Nell'elettorato di centro e di centrosinistra l'83% ritiene necessario regolamentare la scelta preventiva e individuale sui trattamenti sanitari. Tra gli elettori di centro e di destra invece la maggioranza si dichiara contraria a una regolamentazione per legge della materia: 66,4 tra chi è di centro, 69,6 tra chi vota centrodestra. Ma a chi affiderebbe la scelta finale in caso di necessità? Per il 32,7 per cento degli italiani la decisione di staccare la spina spetterebbe al coniuge, il 27% si affiderebbe alla persona nella quale si è riposta maggior fiducia nella vita. Solo il 13,7% lascerebbe la scelta un parente. Scarsa la fiducia riposta nei Comitati etici degli ospedali (11,9), nei magistrati (4,1), nei medici della rianimazione (3,5). Nel caso di coma irreversibile per il 36,4% è giusto rispettare le disposizioni lasciate dal paziente. Ma come commentano i politici i numeri dell'Eurispes? Maggioranza e opposizione leggono i dati in modo diametralmente opposto. Nel centrodestra accusano l'istituto di voler condizionare i cittadini con sondaggi fasulli. Marco Cappato, europarlamentare radicale, invita il parlamento ad ascoltare gli italiani, varando una legge sull'eutanasia.