Il Comune a corto di vigili

CASSOLNOVO. Il Comune rimane con due soli agenti di polizia municipale e la minoranza va all'attacco. «Sono due vigili - dice il consigliere del gruppo 'Per Cassolo" ed ex sindaco Arcangelo Pesenti. E non c'è certo la possibilità che diventino tre. Anzi il rischio è che rimanga uno solo. Non capisco come il sindaco poi insista nel parlare di lotta ai vandalismi. Va stabilito poi se veramente a Cassolnovo ci siano più vandalismi che negli altri paesi e se veramente un Comune in difficoltà economica, stando a quanto si dice in maggioranza, possa permettersi le telecamere».
Sulla stessa linea d'onda è l'ex vicesindaco Massimo Boffino, che oggi siede nel consiglio di amministrazione del Clir. «L'impegno dell'amministrazione, ultimamente forse solo l'impegno del sindaco - dice Boffino - ha portato ad una convenzione con altri Comuni sull'utilizzo di pattuglie di polizia locale, nella quale Cassolnovo risulta essere la Cenerentola e non il Comune capofila come, per dimensioni dovrebbe essere».
Boffino non gradisce nemmeno la scelta dell'amministrazione di concedere la mobilità a metà degli agenti di polizia municipale. «La cosa più grave però - continua l'ex vicesindaco - il sindaco l'ha fatta quando ha concesso la mobilità al 50% del personale della polizia locale, senza accertarsi prima della possibilità di poterli rimpiazzare in tempi brevi, visto che la Finanziaria non permette assunzioni a quei Comuni che non hanno rispettato il patto di stabilità come Cassolnovo. Non permette nuovi arrivi neanche in regime di mobilità, pertanto il comando di polizia municipale di Cassolnovo resterà a lungo con due soli agenti in servizio». Pesenti accusa il Comune anche riguardo alla gestione della Cassolo Servizi Spa, società del Comune che fornisce i servizi a domanda individuale. «Il sindaco - dice Pesenti - parla di aumenti delle tasse comunali e delle tariffe dei servizi, adducendo come motivazione il passivo della Spa. Finora il Comune ha comprato dalla Spa un servizio a un prezzo inferiore al suo valore, impegandosi a ripianare i buchi che questa prassi crea a fine bilancio. La Spa in questo modo chiude sempre in passivo. Per azzerare il passivo, basta che il Comune paghi al giusto prezzo servizi. Non è corretto quindi prendere la motivazione del passivo della Spa per minacciare aumenti tariffari sui servizi sociali e servizi a domanda individuale. Questi aumenti hanno lo scopo di creare attivo per accendere mutui che pagheremo per vent'anni». (a.ball.)