Bandirali, voglia di riscatto
PAVIA. «Finalmente si torna a giocare. Non vediamo l'ora». Roberto Bandirali non sta più nella pelle. Dopo due settimane di duro allenamento la parola passa al campo. «Per preparare al meglio la gara siamo andati anche in ritiro. E' una cosa inusuale ma in questa situazione è giusto provarle tutte». Il capitano guiderà una difesa a tre che sarà messa a dura prova dal tridente del Padova.
«In effetti quando giochi in questo modo e gli avversari si presentano in campo con tre punte bisogna stare molto attenti e concentrati perché si può finire spesso uno contro uno - spiega - il mister Morgia però ci ha fatto capire che, a differenza di Torresani che adattava il modulo alle squadre che affrontavamo di volta in volta, lui schiera la formazione che ha in testa senza badare troppo a come giocano gli altri. Comunque, al di là dello schema, sarà importante fornire una prestazione diversa rispetto all'andata. Allora siamo stati troppo timorosi, lasciando l'iniziativa ai veneti. Loro hanno sbagliato gol incredibili - prosegue Bandirali - e noi abbiamo avuto la fortuna di approfittare di una delle poche occasioni avute. Una gara di quel tipo però nove volte su dieci la perdi».
All'andata una punizione di Massaro valse la rete del definitivo 1-1. «Se ci sarà l'occasione ci riproverò - dice il fantasista - la cosa fondamentale comunque è non caricare troppo di attese questa partita. Non dobbiamo strafare solo perché è la prima gara del ritorno e c'è un nuovo allenatore in panchina. Da adesso in poi ci aspettano 17 finali, tutte ugualmente importanti. Il Padova è una grande squadra, ma se giochiamo come sappiamo in casa nostra possiamo metterli a dura prova».
Occorrerà anche una prestazione di spessore da parte dei centrocampisti. «In mediana dovremo essere bravi ad interrompere l'azione del Padova e a far ripartire subito la nostra - illustra Stefano Fattori - il nostro auspicio è che da adesso inizi un nuovo campionato. Nel quale, per poterci salvare, è necessario fare molto meglio rispetto all'andata».
Michele Lanati