Prodi: nessun rinvio, il governo accelera
CASERTA.Liberalizzazioni, sveltimento dei tempi della giustizia, federalismo fiscale, diffusione delle energie rinnovabili. I due giorni di conclave del governo si concludono e sintetizzano con il varo dell'«agenda di Caserta», l'elenco dei buoni propositi per far tornare l'Italia alla crescita economica.
Agenda approvata all'unanimità, sottolinea Prodi nella conferenza stampa conclusiva, e che non si fermerà solo al 2007. E il presidente del consiglio contesta le interpretazioni dei giornali: non c'è stato nessun rinvio, nessuna frenata, anzi «acceleriamo sulle riforme». In realtà qualche voce critica si alza. La più aspra è quella del socialista Enrico Boselli: «La delusione è cocente, non c'è stato un briciolo di coraggio per affrontare quei nodi che è urgente sciogliere». E si riferisce soprattutto a pensioni e Pacs.
A mettere una goccia d'amaro nel saluto di Prodi anche i fischi dei cassintegrati riuniti ieri mattina con i loro striscioni davanti alla Scuola superiore della pubblica amministrazione dove il governo era riunito per un inedito consiglio dei ministri fuori sede. «Ma non se la devono mica prendere con me», sottolinea il Professore, perché in cassa integrazione ci sono da parecchio tempo. Del resto, dice, «non mi sono mai illuso di raccogliere applausi nel momento delle decisioni complicate e difficili». Però non ha dubbi: «L'opinione pubblica è saggia». E dunque: se la cura funzionerà, dirà «si» al governo, altrimenti gli dirà «no». E pur con qualche cautela, rivela che i sondaggi stanno migliorando.
Non è improbabile che anche per questo slitta la riforma delle pensioni. «Se non sarà il 31 marzo sarà dopo», ha ammesso esplicitamente. Ma soprattutto, si è deciso che non si affronteranno le pensioni da sole, ma all'interno di un «tavolo» con i sindacati «per la verifica e la modernizzazione dello stato sociale».
La stella polare dell'agenda di Caserta resta ovviamente la crescita. In un'intervista a «France 24», Prodi si è detto convinto che nel 2007 l'Italia potrebbe crescere anche del 2 per cento. E per far rimettere in moto l'azienda Italia, a Caserta sono stati fissati 10 punti. Con una premessa: senza una crescita più robusta è impossibile completare il risanamento dei conti pubblici e realizzare più giustizia ed equità sociale.
Il consiglio dei ministri di ieri mattina ha approvato il quadro di rilancio del Mezzogiorno, che prevede 100 miliardi di fondi comunitari per il Sud in 7 anni, e 23 per le altre aree italiane «sottoutilizzate». Ma su proposta di Massimo D'Alema, il governo ha anche dato il via libera anche alla riforma della Cooperazione per lo sviluppo internazionale. Una riforma, ha sottolineato Prodi, che si cercava di fare da dieci-quindici anni.
Nell'agenda per l'anno in corso, il governo mette al primo posto la ricerca e l'istruzione. Al secondo posto la «apertura dei mercati e difesa del cittadino consumatore». In altre parole le liberalizzazioni, di cui un nuovo pacchetto dovrebbe essere presentato fra una settimana da Bersani. Rutelli ha annunciato ieri mattina che le liberalizzazioni saranno affidate a una «cabina di regia». Strascico di qualche malumore e gelosia nella Margherita per quello che viene visto come un eccessivo protagonismo di Bersani. Prodi ha in parte minimizzato, sostenendo che a lui toccherà semplicemente fare la sintesi all'interno del governo, come d'altra parte è naturale che sia.
Al terzo posto nell'agenda c'è la «semplificazione amministrativa», legata alla riforma della pubblica amministrazione, ma anche la riduzione dei tempi della giustizia. E Clemente Mastella ha annunciato un vasto piano che presenterà in tempi brevi per abbreviare sia i tempi della giustizia civile che penale. L'unico intervento istituzionale, ha sottolineato Prodi, sarà il federalismo fiscale, che è una «priorità assoluta». E già nelle prossime settimane potrebbe essere presentato un progetto.