«Che emozione cantare queste arie»
PAVIA.I giovani cantanti che si dividono la rappresentazione dell'opera sono emozionati e felici.
Ingrid Kaiserfeld, il suo personaggio, Aminta, interpreta una delle arie più belle dell'intera opera...
«L'amerò, sarò costante è l'aria che preferisco in assoluto anche se, a dire il vero, mi piacciono tutte. Interpreto Aminta, un bambino che diventerà re dopo aver fatto il pastore tutta la vita. È triste perché ama Elisa ma sa che diventando re non potrà sposarla. Dunque vuole tornare a essere un pastore».
Karin Selva, 'Il re pastore" è un'opera tra le meno note di Mozart: che emozioni dà portarla in scena?
«Considero 'Il re pastore" un'opera molto buona, le arie sono belle, piene di agilità e difficoltà, come in genere tutte quelle che ha scritto il giovane Mozart. Certo non ha nulla da invidiare all'Idomeneo, anche se è meno famosa. Tra le arie del mio personaggio, Tamiri, amo la prima: è gioiosa, riscalda il cuore. Qui il mio personaggio, una principessa che si nasconde, ricomincia a vivere perchè scopre che il suo amore le è rimasto fedele e ancora la ama. Scopre che il mondo è ancora bello».
Silvia Colombini, lei è nipote del famosissimo 'baritono di Puccini" Edoardo Camera. Come affronta questo Mozart?
«Ingiustamente si pensa che le opere meno note, per quanto riguarda Mozart, siano opere minori. Quest'opera è per me meravigliosa, le arie sono una più bella dell'altra: Mozart è la musica stessa e quest'opera dalla trama molto semplice è sublimata proprio dalla musica. La sfida è mantenere l'apparente purezza e semplicità nel canto senza far trapelare l'estrema difficoltà della composizione».
Mario Alvès, quali aspetti del personaggio che interpreta (Agenore) l'hanno colpita maggiormente?
«La caratteristica più profonda di Agenore è la sottomissione e la nobiltà d'animo. È sempre fedele ai principi che difende, sottomesso al proprio re, diritto e onesto. Per me la sua seconda aria, 'Sol può dir come si trova" è la più emozionante, la più generosa».
Silvia Colombini ci descriva il suo personaggio.
«Elisa è un personaggio particolare, scavato con particolare accuratezza dal regista che ne ha sottolineato l'aspetto di ragazza piena di energia e di impulsività. Nell'aria Barbaro fa una scenata isterica, poi affronta il grande Alessandro (Stefano Ferrari) colpevole di averle tolto l'amante che le era stato promesso fin da ragazzina: sa sempre ciò che vuole, è un personaggio moderno».
Anna Ghezzi