Youssef piangeva, Rosa gli ha tagliato la gola

COMO. I mostri di Erba? Olindo Romano, netturbino, Angela Rosa Bazzi, casalinga e colf occasionale: vicini di casa di Raffaella Castagna, moglie del tunisimo Azouz Marzouk. Il movente? Liti e rancori di condominio. La tragedia che vede quattro persone selvaggiamente ammazzate corrisponde a questa realtà. I mostri hanno confessato e ora sono dietro le sbarre del carcere di Como, in celle d'isolamento che hanno pure la tv. Ma loro, la televisione, non la vogliono guardare forse per non sentir parlare della follia che hanno compiuto. Confessione piena. Due coltelli, una spranga e un fiume di odio. Olindo e la moglie Angela Rosa si sono presentati cosi da Raffaella Castagna che ha aperto la porta inconsapevole delle loro intenzioni. Certo, di minacce verbali e fisiche ce n'erano già state ma nulla poteva far pensare ad una violenza cosi terrificante.
La madre di Raffaella, Paola Galli, era li come tante altre volte, per aiutare la figlia nelle cose domestiche e giocare con il nipotino. Anche lei, per la coppia diabolica, doveva morire: era la testimone di tante liti avvenute. Una testimone scomoda che avrebbe parlato al giudice di pace nell'udienza fissata per il 13 dicembre dove si doveva discutere della sfuriata avvenuta il 31 dicembre 2005. Una causa intentata da Raffaella proprio contro i vicini di casa. Olindo e Angela Rosa avrebbero cosi dovuto sborsare 3.500 euro di risarcimento danni. Con la rabbia nel cuore e negli occhi i due avevano deciso di ammazzare anche il bimbo. Youssuf, 2 anni, era sul divano. Piangeva. Gridava. Un taglio netto alla gola e la mano di Angela Rosa si macchia del suo sangue innocente. Una malvagità, questa, impossibile da descrivere. Il papà, Azouz Marzouk, non c'era quella sera. Si trovava in Tunisia da qualche giorno. Il momento era dunque quello giusto per colpire e sterminare la famiglia. Questa l'idea bestiale di Olindo e Angela Rosa. Era la sera dell'11 dicembre e la carneficina si è compiuta tra le urla delle vittime e il pianto disperato di un bambino. A cadere sotto le coltellate della coppia inferocita anche un'altra vicina di casa, Valeria Cherubini, moglie dell'unico sopravvissuto, Mario Frigerio che con la sua testimonianza ha confermato quello che per gli inquirenti era inizialmente solo un sospetto. «La loro è una confessione piena», ha detto il pm Massimo Astori, «sono accusati di omicidio plurimo premeditato. Tre dei quattro delitti erano dunque già stati ideati, mentre quello di Valeria Cherubini e il ferimento quasi mortale di Mario Frigerio è avvenuto nell'immediatezza dei fatti». La coppia diabolica è accusata inoltre di incendio e del tentativo di distruzione dei cadaveri. Olindo e Angela Rosa hanno infatti appiccato il fuoco all'appartamento di via Diaz per cancellare ogni traccia.
«Ora siamo tranquilli»Alla fine della confessione fiume i due hanno detto: «Ora ci sentiamo finalmente tranquilli», ma non perché avevano vuotato l'anima. Olindo e Angels Rosa si riferivano al fatto che avevano trovato il silenzio, la serenità, perché non sentivano più quei rumori e quei pianti di bimbo. Una frase che ha colpito gli inquirenti non poco. E tutto l'odio e la violenza contro Raffaella erano dunque concentrati in una maniacale visione della vita condominiale. La loro ossessione sarebbe dunque terminata dentro il carcere.
Un fatto, questo, che il loro avvocato intende usare per chiedere la perizia psichiatrica e ipotizzare cosi l'incapacità di intendere e volere. «Entrambi i miei assistiti hanno ammesso le loro responsabilità», ha spiegato l'avvocato dei congiugi Romano, Pietro Troiano, «il lungo interrogatorio iniziato alle 13,30 di mercoledi e terminato poco prima della mezzanotte, è stato deciso dai cinque pm che seguono l'inchiesta. Ma ci sono molti particolari che ancora dovranno essere chiariti in fase processuale».
Il sangue nell'auto.Ad incastrare in modo definitivo i coniugi Romano sono una serie di macchioline di sangue trovate nel sedile della loro auto, una Seat Arosa. Sangue che, con l'esame del Dna, appartiene a Frigerio, l'ultima persona colpita da Olindo che ha tentato di pulire in maniera grossolana senza pensare che gli esperti del Ris di Parma hanno mezzi sofisticati per individuare anche la più piccola traccia. Proprio Frigerio, dal letto d'ospedale, è riuscito, nonostante le sue condizioni fisiche ancora critiche, a raccontare agli inquirenti che l'assassino aveva corporatura grossa e parlava italiano. Non solo, ma il sopravvissuto ha specificato che si trattava di un abitante di Erba. Ma a mettere defintivamente dietro le sbarre la coppia sono stati anche i tabulati telefonici: la sera del massacro i loro cellulari erano posizionati in via Diaz. E' crollato cosi, come un castello di carta sporca, il loro alibi. Olindo e Angela Rosa avevano infatti dichiarato che la sera dell'11 dicembre erano andati a mangiare, a Como, da Mc Donald's, mostrando pure uno scontrino che riportava l'orario delle 21,30. Orario che, secondo gli inquienti, non dimostrava affatto la loro estraneità al massacro compiuto un'ora e mezza prima. E neppure un altro scontrino, quello di un parchegio di Como, li aveva salvati dai sospetti. Persino una telecamere di una tv privata di Como aveva ripreso lo stesso Olindo, quella sera, che se ne stava davanti alla casa dicendo che aveva visto arrivare i vigili del fuoco.
La armi bruciate.E sono diventate cenere i due coltelli e la spranga usate per le strage. Il pool dei magistrati ha infatti confermato che le armi sono andate distrutte. Ben sapeva come fare, Olindo, netturbino di professione che di cassonetti per i rifiuti se ne intendeva: ha gettato tutto nell'inceneritore di Como. Ma anche senza le armi i due sono stati inchiodati dalla verità che per un mese avevano nascosto.
Dalle finestre della loro casa osservavano i giornalisti e spesso si erano addirittura fermati a rilasciare interviste sostenendo fino alla fine che erano innocenti.
I funerali.Si svolgeranno sabato mattina, a Erba i funerali di Paola Galli e Valeria Cherubini, mentre, per ragioni burocratiche, le salme di Raffaella e del figlioletto Youssef, saranno probabilmente trasferite in Tunisia non prima di mercoledi prossimo. «Mia moglie avrebbe voluto cosi», ha detto Azouz, «ne sono certo. Riposeranno nella mia terra».