«Iceman» Kimi è subito caldo

CAMPIGLIO (Trento). «Buongiorno a tutti». Proprio cosi, in italiano. Sono le prime parole ufficiali da pilota in rosso e Kimi Raikkonen chiarisce subito che anche attraverso i gesti è finita l'era Schumacher. Al tedesco che ha impiegato anni per esprimersi nella lingua del paese della Ferrari, ma che alla fine ce l'ha fatta, lui replica esprimendosi subito, senza conoscerla ancora, nella lingua di Dante. Altro che «era glaciale» come suggerirebbe il soprannome «Iceman». Raikkonen è subito caldo, e lo dice: «Io sono Kimi, non sono Schumacher». Non è spocchia. Semplicemente il finlandese, parlando per la prima volta da pilota Ferrari nel diciassettesimo meeting organizzato dallo sponsor sulle nevi di Madonna di Campiglio, dice che lui è lui.
Che sa con chi si confronta, capisce che la pressione sarà alta, ma non cambierà per questo il suo modo di essere o di lavorare. A chi temeva un inizio goffo o spento di un pilota apparentemente algido, arriva una risposta rassicurante. Kimi sa il fatto suo, anche in pubbliche relazioni. E si presenta caldamente, rifuggendo luoghi comuni sulle origini nordiche. «Buongiorno a tutti», ci tiene a dire come frase d'esordio nel Centro congressi della stazione sciistica trentina, prima conferenza stampa ufficiale dell'era Ferrari, chiarendo di sapere «altre parole italiane, una lingua che senza iscrivermi a un corso imparerò pian piano». «E' la prima volta - dice - che parlo da ferrarista, ma sono già stato diverse volte in azienda a Maranello. Ho trovato un clima rilassante, persone facili con cui lavorare, una famiglia che dà il massimo per ottenere il meglio. Mi dicevano che sarebbe stata difficile, è esattamente l'opposto». Gli obiettivi sono chiari: «Quelli di sempre. Vincere delle gare e possibilmente il campionato. Anche se è chiaro che non ho ancora guidato una rossa ed è presto per sbilanciarmi. E' tutto nuovo, ma tutto sembra volgere al meglio». E' arrivato a Madonna tirato al burro: «Ho passato un Natale tranquillo, non ho avuto molto da fare. Mi sono allenato, più o meno come gli altri anni. Ma si, mi sento molto in forma». Soffre la pressione di dover sostituire Schumacher? «In McLaren era analoga la situazione. Ed ero a inizio carriera. Michael ha dominato la F1 e quindi è normale che si facciano confronti. Ma non sento la pressione. Ci vorrà tempo per abituarmi e capisco che la pressione in Italia, correndo per la Ferrari, è più dura. Farò del mio meglio. Poi magari le aspettative di qualcuno andranno deluse. Ma non cambierò il metodo di lavoro». E non è un guaio il fatto che Felipe Massa farà debuttare, lunedi, la nuova Ferrari, mentre a lui, tempo permettendo, occorrerà aspettare la fine di gennaio, al Mugello. «Ho fiducia al 100% nei tecnici, e avrò tempo per imparare. Aspetto i primi giri». Qualcuno dice che dovrà cambiare atteggiamento: «Non mi interessa cosa pensino in McLaren. Se avessi fatto come dicevano loro non sarebbero arrivati risultati migliori. Il guaio è che la McLaren non arrivava in fondo. In Ferrari c'è un'altra atmosfera. E' rilassante».