Al Cardano nasce la scuola «sportiva»

PAVIA. Calcio, basket, pallavolo e atletica. Ma anche canoa, arrampicata, box, tiro con l'arco e mountain bike. Queste e altre le attività che svolgeranno gli alunni della sezione «sportiva» del liceo tecnologico «Cardano» di Pavia. L'istituto ha infatti deciso di rinnovarsi. E di attivare, a partire dal prossimo anno, una nuova sperimentazione sportiva. Questo non significa che nascerà un nuovo liceo. Piuttosto, all'interno del tecnologico, una sezione subirà modifiche didattiche, per dare più spazio allo sport e alla cultura sportiva in generale. Le modifiche toccheranno il 20% dell'impianto tradizionale del liceo tecnologico. Alcune ore verranno sottratte a matematica, fisica e filosofia, e assegnate allo sport, praticato e studiato.
Renato Marchi, docente di italiano al «Cardano», è uno dei responsabili del progetto per la nuova scuola.
Professore, come sarà questo liceo «sportivo»?
«Prima di tutto voglio precisare che non sarà un corso di studi nuovo. Sarà invece una sperimentazione che nasce all'interno del liceo tecnologico. Noi sfruttiamo una legge che permette agli istituti di modificare una quota delle ore curriculari, per piegarle a progetti particolari. In questo caso, il nostro scopo è quello di dar vita a una sperimentazione sportiva, con un 20% di ore diverse dall'impostazione tradizionale del liceo tecnologico».
Cosa si farà in queste ore?
«Si farà pratica sportiva: tre ore a settimana nei primi tre anni, quattro nel biennio finale. Poi, saranno mantenute le materie classiche, ma piegandole in direzione 'sportiva". Ci sarà, per esempio, più attenzione alla letteratura dello sport nell'italiano. E al lessico sportivo in inglese».
Materie nuove?
«Oltre alla pratica sportiva, ci sarà un corso di diritto sportivo, e un laboratorio di igiene all'interno del corso di biologia».
Quante sezioni sportive nasceranno?
«Abbiamo previsto di attivarne una. Attualmente il liceo tecnologico conta quattro sezioni per anno. Dal prossimo settembre, una di queste diventerà la 'sperimentale sportiva"».
Quanti saranno dunque gli studenti?
«Circa trenta».
E se le richieste di iscrizione dovessero essere superiori?
«Come si dice: 'non poniamo limiti alla Provvidenza". Però ci sono limiti di spesa. Nel senso che il Ministero autorizza la sperimentazione, purché le spese siano tutte sostenute dalla scuola. Per questo non possiamo garantire l'iscrizione a una platea indeterminata. Se le richieste saranno eccessive, faremo una selezione».
Con che criteri?
«Valuteremo l'interesse concreto e dimostrato dei ragazzi. Vogliamo studenti che siano davvero motivati. Uno dei criteri sarà perciò, per esempio, l'appartenenza del candidato a una società sportiva. Poi si terrà conto del voto dell'esame di terza media. E della tempestività di iscrizione».
Come sarà la maturità?«Identica a quella del liceo scientifico-tecnologico. Come ho detto, questa è una sperimentazione, non una scuola autonoma».
Quali le prospettive universitarie?
«Questa scuola è pensata innanzitutto per la Facoltà di Scienze motorie. Oppure per discipline paramediche o riabilitative».
Parliamo di sport. Quali verranno praticati?
«Abbiamo individuato alcune discipline fondamentali: calcio, pallavolo, pallacanestro e atletica. Poi attueremo moduli con un'informazione compiuta su baseball, arrampicata, canoa, tiro con l'arco, mountain bike, rugby, box e altro ancora».
E le strutture?
«Saranno tutte fornite dalla scuola. Abbiamo una palestra ampia, una sala per la pesistica, 30 mountain bike, docce, spogliatoi e la mensa. E in più ci avvarremo di una convenzione con il Cus e l'associazione «Panathlon Pavia».