«Non allontaneremo nessuno, ma aspettiamo il bilancio»

PAVIA.«Non ho molto da aggiungere rispetto a quanto già detto: Assumiamo i 90 infermieri sanando la situazione di un certo numero di precari. Nel frattempo, infatti, qualcuno ha trovato impiego altrove e potremo quindi pescare anche tra i 141 idonei al concorso». Su una cosa il presidente del San Matteo Alberto Guglielmo insiste: «Non allontaneremo nessuno, investiamo molto sul nostro personale». Se avesse la bacchetta magica, dice, la fondazione farebbe subito altre assunzioni. Ma allarga le braccia. Questo è quanto l'esercizio provvisorio consente di fare. Dei 90 infermieri da assumere una settantina, forse anche meno, sono già dipendenti a tempo determinato del San Matteo. Cioè sono già a libro paga. E il San Matteo spende per loro già una quota del bilancio che la legge gli permette di riconfermare in esercizio provvisorio. Nel frattempo comunque il numero dei precari vincitori di concorso si è ulteriormente ridotto, stando agli ultimi calcoli dell'ufficio personale, e quindi sarà possibile pescare anche tra gli idonei non 'promossi". Riducendo le liste degli infermieri a tempo determinato. In definitiva, con questo concorso, la fondazione conta di assumere una ventina di nuovi infermieri. Su un punto però Guglielmo non si sposta di un millimetro: fino a quando non sarà approvato l'esercizio provvisorio non si potranno fare spese non 'coperte".
«Allora, e solo allora, si potrà prendere subito in considerazione l'assunzione degli altri 51 infermieri e dei tre dirigenti medici chiesti alla Regione Lombardia e concessi».
C'è un termine: marzo. Prima di allora la fondazione ha deciso di muoversi con prudenza. Nonostante l'allarme lanciato nelle scorse settimane dalla direzione generale: se non si interviene al più presto si rischia la paralisi di alcuni reparti.
I sindacati - Cgil, Cisl e Uil - contestano anche la «poca trasparenza dell'amministrazione dell'ente: Non sappiamo cosa faccia il consiglio perché all'albo pretorio non viene mai affisso l'ordine del giorno e nemmeno ci vengono concessi, nonostante nostra esplicita richiesta, i verbali delle sedute». Semplice, è la posizione della presidenza: è una fondazione e il consiglio imposta le linee guida che poi il direttore generale traduce in delibera. «Quelle delibere si possono trovare esposte all'albo pretorio, non c'è alcun problema di trasparenza degli atti». (m.g.p.)