Rai, tagliato lo stipendio all'ex direttore Meocci
ROMA.Il consiglio d'amministrazione della Rai ha deciso di degradare il trattamento economico dell'ex direttore generale Alfredo Meocci sulla base della qualifica di caporedattore. Tutti favorevoli i componenti del Cda, tranne il consigliere Sandro Curzi che si è astenuto.
Con questa decisione il consiglio d'amministrazione ha annullato sia gli aspetti giuridici e soprattutto quelli economici della transazione con cui Meocci aveva lasciato il suo incarico.
Una vicenda controversa. Ecco le tappe principali. Il 5 agosto del 2005 Meocci fu nominato direttore generale della Rai con cinque si dei consiglieri di centro-destra (Urbani, Petroni, Malgieri, Staderini e Bianchi Clerici) mentre l'Unione votò no con Curzi, Rizzo Nervo e Rognoni. Il presidente Petruccioli si astenne.
Il 27 aprile dello scorso anno l'Agcom, Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha dichiarato l'incompatibilità di Meocci alla carica di direttore generale della Rai. Nella stessa occasione ha intimato alla Rai il pagamento di una multa da 14,3 milioni di euro e allo stesso Meocci da 370mila euro. Si tratta in particolare dello 0,5% del fatturato dell'ultimo esercizio di bilancio approvato per l'azienda e dello stipendio lordo percepito dall'ex direttore generale, al netto della retribuzione lorda da caposervizio.
I legali della Rai avevano depositato ricorso contro la decisione dell'Agcom il 17 maggio del 2006. Meocci aveva lasciato il posto di direttore generale Rai il 19 giugno 2006.
Il Tar del Lazio ha confermato il 20 luglio 2006 le multe inflitte alla Rai e a Meocci. Poi il Consiglio di Stato il 20 dicembre ha respinto il ricorso della Rai contro il Tar.