Bonus per i bebè, redditi al setaccio
VOGHERA.Proseguono i controlli della Guardia di Finanza di Voghera per scovare altre irregolarità sull'erogazione dei 'bonus bebè". Gli accertamenti, che finora si sono concentrati sulla cittadinanza dei genitori, passeranno al setaccio la voce relativa al reddito. Non solo stranieri nel mirino, dunque, ma anche famiglie italiane che, mentendo sul quadro reddituale, hanno di fatto frodato lo Stato. E in tempo di sprechi (e di finanziarie) non è cosa da poco.
Al momento 370 persone (per la maggioranza straniere) sono state denunciate in provincia di Pavia. Oltre un centinaio a Voghera. I genitori segnalati alla procura della Repubblica sono 'colpevoli" di aver usufruito del contributo di mille euro che un provvedimento della passata finanziaria assegnava ai nuovi nati. Gli accertamenti hanno messo in luce che in moltissime autocertificazioni presentate negli uffici postali della provincia era stata falsificata la voce relativa alla cittadinanza. Nella seconda fase delle indagini invece cadranno sotto la lente di ingrandimento dei finanzieri di Voghera i redditi delle famiglie. Nel 2006 migliaia di lettere sono state recapitate alle famiglie dei nuovi nati. La documentazione conteneva un'autocertificazione per la presentazione della domanda e un'informativa con i requisiti necessari per usufruire dell'assegno di mille euro, messo a disposizione dei primi nati o adottati nel 2005 e delle seconde nascite nel 2006. Per accedere al contributo erano indispensabili il possesso della cittadinanza italiana e un reddito familiare inferiore ai 50mila euro. Condizioni, fra l'altro, che gli impiegati delle poste non erano tenuti a verificare.
Sarà la Guardia di Finanza a fare luce sulle irregolarità. Anche se, nel caso della verifica della voce del reddito, il lavoro dei finanzieri sarà più lungo e complesso. Si tratta infatti di verificare le posizioni dichiarative di tutte le persone che compongono il nucleo familiare. Chi ha usufruito del bonus senza averne diritto rischia una denuncia per truffa aggravata i danni dello Stato e per falso ideologico. Le conseguenze sono di tipo penale.
La prima fase delle indagini ha seguito il filo di Arianna dei codici che attestano l'erogazione del beneficio dei mille euro. Codici attraverso i quali è stato (e sarà) possibile risalire a quanti hanno beneficiato dell'assegno. E quindi anche a coloro che non ne avevano diritto, perché stranieri residenti in Italia da meno di dieci anni (periodo che serve ai cittadini extracomunitari per ottenere la cittadinanza) oppure, più semplicemente, italiani 'benestanti". (m. fio.)