E' troppo facile con il Marudo
BORGHETTO LODIGIANO. L'annunciato 3-4-3, qualche esperimento a centrocampo e sulle fasce. La prima di Massimo Morgia sulla panchina del Pavia non riserva stravolgimenti eclatanti. In questo momento è l'aria nuova ciò che conta. Un test poco attendibile per la pochezza dell'avversario. La difesa a tre dorme sonni tranquilli, i lodigiani si tengono a debita distanza dall'area di rigore. Gli inserimenti azzurri in contropiede non si contano, complice anche la suicida tattica del fuorigioco opposta dal Marudo. La valutazione è positiva ma la squadra andrà rivista in un confronto dai contenuti tecnici e agonistici di maggiore spessore. Giovedi l'amichevole contro il Renate (serie D) sarà già un impegno più pregnante. Poi arriverà il Padova. Il primo di quei trampolini che Morgia ha a disposizione per lo scopo più incombente: l'abbandono dell'ultimo posto. Pur con diciotto allenamenti sul groppone, dall'arrivo del nuovo mister, la condizione fisica è soddisfacente.
Chi si aspetta la coppia centrale composta da Bevo e Fattori viene subito smentito. C'è solo il secondo, di fianco a lui Lunardini, mentre il centrale napoletano gioca tutta la ripresa. Per Massimo Morgia non è indicativa la formazione iniziale: «Come ho detto al mio arrivo, i giocatori partono tutti alla pari. In queste partite amichevoli, poi, non ha nessun interesse il fatto che uno giochi dall'inizio oppure nei secondi 45'. La formazione iniziale non è necessariamente quella che scenderà in campo contro il Padova. Ho fatto ruotare tutti gli effettivi cercando di raggiungere un certo equilibrio sia nel primo tempo che nella ripresa. Bevo è un giocatore importante che troverà il suo spazio in questa squadra». Effettivamente anche Foglio e Valdifiori, per citare due esempi, mancano nell'11 d'avvio. Grassi, Bandirali e Savino costituiscono il terzetto di difesa, per la verità ben poco impegnato: «Ho visto una difesa attenta e sempre ben posizionata, questo era l'aspetto più importante da considerare in questa gara», commenta Morgia. Fattori e Lunardini dunque in mediana, con Di Fausto esterno sinistro e Todeschini sull'out opposto. E proprio sulla fascia destra nascono frazione: tutte le azioni più pericolose giungono da quella parte. «Non c'è un motivo particolare per questo - chiosa il mister - in quella zona del campo Todeschini si è trovato ad avere maggiore libertà rispetto al collega sull'altra fascia, e l'ha sfruttata». A metà ripresa il tecnico reinserisce poi Di Fausto, provandolo quindi sia a destra che a sinistra: «Un esperimento interessante». Il tridente funziona, e nel primo tempo Veronese e Massaro si dividono la gloria: due reti a testa. Il primo va a segno su assist dello stesso Massaro e su azione personale. Nelle reti del cursore di sinistra c'è invece lo zampino di Paolo Rossi, che propizia la seconda rete con un colpo di testa sul palo ripreso dal compagno, poi effettua l'assist per la quarta. Ripresa con tanti cambi: Foglio a sinistra, Valdifiori e Bevo centrali, nuovo tridente con Selleri, Gabaglio e poi De Vincenziis. Dentro anche De Stefano con i confermati Bandirali e Savino, gli unici che giocano 90'. La difesa del Marudo si apre come burro e concede altre quattro reti al Pavia, tutte su inserimenti in profondità. «Siamo sulla buona strada, automatismi e gioco iniziano a emergere nonostante il test contro un avversario non impegnativo», conclude il tecnico. Vincenzo Bevo, in campo solo nella ripresa, non bada alla cosa: «Queste amichevoli servono per testare la condizione di tutti, ho giocato 45' come gli altri».
Andrea Bonfichi