Il tunisino Marzouk, «colpevole» per un giorno

COMA.A sangue caldo, i primi sospetti ricadono su di lui. Azouz Marzouk, marito di Raffaella Castagna, padre del piccolo Youssef, due anni appena, finisce nel mirino degli inquirenti. Marzouk è tunisino, ha precedenti penali per droga e denunce per percosse e minacce. Non è in Italia quando gli investigatori lo cercano. Dopo la strage dell'11 dicembre, quando nel cascinale di Erba vengono trovati quattro cadaveri e un ferito grave, l'uomo sembra sparito nel nulla. Il testimone sta troppo male, non ricorda.
Mazouk si scoprirà presto, era in Tunisia da giorni, a casa dai suoi, in visita dopo aver riacquistato la libertà per l'indulto. Un capro espiatorio che dura poche ore, il tempo di trasformarsi da sospettato ideale a marito perfetto. Sarà proprio Mazouk a fornire agli inquirenti una possibile fuga d'indagine: 'Ho alcuni nemici, posso aver commesso errori". A una settimana dall'orrore si fa largo la pista della vendetta, e per qualche giorno si sospetta che il bersaglio della strage sia in realtà il capofamiglia, cui una banda di spacciatori voleva forse far pagare uno sgarro. Spunta anche un alterco che risale al 2005, quando in carcere a Como Marzouk ha sfidato un clan di primo piano della malavita calabrese. Ma sono troppi gli elementi che non convincono. La strage è avvenuta verso le otto di sera. A quell'ora di solito sono tutti in casa, nella palazzina di via Diaz, eppure sembra che nessuno abbia visto o sentito nulla.
Le rampe delle scale che portano all'appartamento della strage, al primo piano, e anche quelle che conducono al piano superiore, all'abitazione delle altre due vicine uccise e dell'unico sopravvissuto, sono sporche di sangue.
C'è sangue ovunque, tranne che al piano terra. Come ha fatto l'assassino a uscire senza lasciare orme in quel tratto? Inoltre, la porta-finestra che dalla cucina della casa-mattatoio porta sul terrazzino dell'appartamento sembra fosse aperta.
A un mese dalla strage l'ultima pista è quella che sembra decisiva. Si scava su un personaggio conosciuto dalla famiglia Castagna, con il quale in passato ci sarebbero stati pesanti dissapori. Di fronte all' ennesima lite, ci sarebbe stata la reazione folle sfociata nella strage e nei quattro morti. Nelle ultime ore non si scarta nemmeno l'ipotesi che uno dei pazienti che Raffaella Castagna seguiva in un centro psichiatrico, possa essere l'autore dell'eccidio. Il cerchio si stringe su tre sospettati: un vicino di casa di Raffaella Castagna, una persona vicina alla sua famiglia e un conoscente di Azouz Marzouk. La svolta arriva dai carabinieri del Ris. Un nuovo esame del luogo della strage permette agli investigatori di risalire alle tracce lasciate dal presunto responsabile: il dna dell'assassino. Ma a complicare il giallo, anzi a risolverlo, è una macchia di sangue di donna. Sangue che non appartiene a nessuna delle vittime.