«Un uomo malato, non può stare in cella»

MIRADOLO. «Il mio cliente è malato e deve uscire dal carcere. Per il suo bene è necessario il ricovero in una struttura protetta». L'avvocato Maria Teresa Gobba ha chiesto la scarcerazione di Francesco Boari, il giovane disoccupato che ha massacrato la madre, Giuseppina Brasacchio, a sprangate. Il Gip, Fabio Lambertucci, deciderà questa mattina. Intanto ieri mattina è stata eseguita l'autopsia sul corpo della vittima. Giuseppina Brasacchio è morta a causa dei colpi che le hanno procurato gravissime lesioni cerebrali. La data dei funerali non è stata ancora fissata.
Francesco Boari, ieri mattina, è stato interrogato per oltre un'ora dal Gip Fabio Lambertucci nel carcere di Torre del Gallo. Il magistrato ha chiesto spiegazioni sul brutale omicidio di Capodanno e Boari ha parlato delle 'voci" (le ha chiamate anche pressioni psicologiche) che lo avrebbero costretto ad uccidere una donna indifesa.
Un interrogatorio stressante per una persona duramente provata sia fisicamente che, soprattutto, moralmente. Infatti dopo un'ora Francesco Boari ha chiesto di essere riportato in cella. 'Non me la sento di continuare", ha spiegato con calma. Il Gip si è reso conto della situazione particolare ed ha accolto la richiesta considerando chiusa l'udienza di convalida. E cosi il giovane di Miradolo è ritornato in cella in attesa della decisione del magistrato che potrebbe essere resa nota già oggi.
All'interrogatorio era presente anche l'avvocato difensore Maria Teresa Gobba ma non c'era il sostituto procuratore Maura Ripamonti, titolare dell'inchiesta. Il magistrato aveva già chiesto la convalida dell'arresto e la custodia cautelare in carcere.
Di opinione diversa l'avvocato Maria Teresa Gobba che ha chiesto la prosecuzione della custodia cautelare all'esterno, in una struttura protetta.
«Il mio cliente adesso deve essere curato - spiega il legale pavese - non ci sono alternative. E' molto provato ed il carcere rischierebbe di peggiorare le sue già precarie condizioni di salute. Del resto non c'è certo il pericolo di fuga e nemmeno quello di reiterazione del reato. E quindi spero che il giudice accolga la richiesta di ricovero in una struttura protetta. Ne possiamo trovare una anche a Pavia. Francesco Boari era depresso da qualche mese, al di là delle voci che sentiva. Non è certo il caso che rimanga rinchiuso in carcere. E chiederemo che venga sottoposto al più presto ad una perizia psichiatrica».
La decisione del giudice Lambertucci è attesa per oggi. Intanto ieri mattina all'istituto di medicina legale dell'Università di Pavia è stata eseguita l'autopsia. Il medico legale Maurizio Merlano ha cercato di chiarire le cause del decesso. Dalle poche indiscrezioni filtrate sembra che siano state riscontrate fratture sia alle braccia che alle gambe. Probabilmente Giuseppina Brasacchio ha cercato di difendersi dai fendenti vibrati dal figlio. Ma lei, anziana ed invalida, non ha potuto nulla contro quella furia scatenata.
Intanto la data del funerale non è stata ancora fissata perchè la magistratura non ha ancora concesso il nulla osta per la rimozione del corpo. «Si parla di venerdi - spiegano i familiari - ma non ne siamo ancora sicuri».