Monsignor Frisina mette il rock all'inferno

CITTA' DEL VATICANO. Altro che operazione di apertura alle forme più trasgressive della musica consumata dai giovani. «Il rock l'ho messo all'inferno perché il rock é il nemico; nel mio musical non si celebra affatto il rock», specifica monsignor Marco Frisina, direttore del Centro liturgico del Vicariato di Roma e della Cappella lateranense, autore della colonna sonora della Divina Commedia di Dante versione musical.
Lo spettacolo debutterà a novembre a Roma con un cast formato da una ventina di cantanti e attori, 30 ballerini e più di 50 comparse. Frisina sembra avere le carte in regola per affrontare un musical. Per ora si è cimentato con colonne sonore di un certo successo: «Papa Luciani, il sorriso di Dio», «Giovanni Paolo II», «Callas e Onassis», «Don Bosco» e «Abramo». «Per musicare l'Inferno ho scelto sonorità aggressive al limite del rock, quasi heavy metal - spiega - ma proprio perché la dimensione satanica del rock esprime meglio di qualunque altro genere la lacerazione, il conflitto, il dolore profondo dell'inferno». Un'opinione del tutto in linea con quella già espressa da Benedetto XVI, quando ancora cardinale, all'uscita di una messa in commemorazione di Santa Cecilia, la patrona della musica, Ratzinger disse che la musica heavy metal contiene messaggi «subliminali», influenze del male che contribuiscono a diffondere un «diabolico e satanico messaggio».
«Sono assolutamente d'accordo con il papa - ha precisato monsignore Frisina - a cui tra l'altro l'opera é dedicata. Il rock se non è proprio il male è comunque espressione del male ed ecco perché me ne sono servito per descrivere Dite, la città del male. Immagino che i musicisti rock avranno qualcosa da ridire, ma...». Parallelamente al percorso di ascesa del viaggio dantesco, la struttura musicale é stata costruita con «i generi stilistici - dice l'autore - che cambiano progressivamente dal rock dell'Inferno passando per il canto gregoriano del Purgatorio finché in Paradiso la melodia si fa semplice, quasi rarefatta e al tempo stesso popolare».
L'idea del musical è stata ispirata «dalla prima enciclica del Papa ‘Deus caritas est' - racconta il monsignore - in cui Benedetto XVI parla dell'amore con il verso del XXXIII canto del Paradiso «l'amor che move il sole e le altre stelle». Questa citazione mi ha fornito la chiave di lettura del poema dantesco attraverso la quale metterlo in musica e cioé la ricerca infinita dell'amore da parte dell'uomo, una ricerca che non è mai definitivamente compiuta ma che è l'unica via di salvezza per l'uomo». L'incasso della tournée che prenderà l'avvio da Roma e toccherà le città di Milano, Firenze e «forse anche - anticipa Frisina - qualche capitale europea, andrà a finanziare la costruzione di nuove chiese nelle periferie della capitale». Una data precisa del debutto ancora non c'è, ma a maggio sarà registrato il disco che uscirà forse a ottobre.