I siti internet pedopornografici saranno oscurati in sei ore

ROMA. Nella lotta alla pedopornografia via internet, il governo coinvolge anche i provider. Il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha firmato ieri mattina un decreto che impone ai fornitori di oscurare «i siti che diffondono, distribuiscono o fanno commercio di immagini pedopornografiche». Il tutto dovrà essere fatto entro sei ore dalla comunicazione dell'autorità giudiziaria.
E' la nuova arma, dice il ministro, per «rafforzare la lotta contro i contenuti pedopornografici e lo sfruttamento dei minori attraverso Internet». Il decreto entrerà in vigore fra 60 giorni. In questo arco di tempo - spiegano al ministero - i fornitori di connettività, i cosiddetti internet provider, dovranno dotarsi di sistemi in grado di oscurare il sito. Ogni 6 mesi, inoltre, si procederà al controllo dei risultati ottenuti, alla verifica delle tecnologie adottate e della loro «congruenza» con gli obiettivi della legge.
Molti i soggetti coinvolti per arginare la piaga della pornografia on line, un fenomeno non solo italiano ma che richiede un forte impulso per essere contrastato.
«Internet è una straordinaria fonte di informazione ed un motore dell'innovazione - dce il ministro Gentiloni -.Per difendere la libertà contro ogni tentazione di censura preventiva e generalizzata, peraltro impraticabile, occorre colpire in modo certo ed efficace chi ne fa un uso criminoso contro i bambini. Sono soddisfatto perchè saranno proprio gli Internet Provider a collaborare con la Polizia Postale per oscurare i siti illegali». Gentiloni spiega che, per individuare i Provider esteri, si stanno stringendo accordi con le polizie di diversi Paesi. «Difficile - aggiunge però il ministro - è la collaborazione con Paesi al di fuori dell'Unione europea. La criminalità fa passi veloci, ma i governi si stanno attrezzando per essere altrettanto veloci, forse più veloci dei criminali»
Qualche dubbio, a livello tecnico, è stato sollevato dai Provider italiani che sono chiamati a dotarsi, nei prossimi due mesi, degli strumenti indispensabili per oscurare i siti entro il termine di sei ore. Però arrivano anche commenti positivi dal Moige (il Movimento italiano genitori) e dall'Osservatorio sui Diritti dei minori.
«Bene il decreto - dice il ministro per le Politiche della famiglia, Rosy Bindi -.Con il recente disegno di legge contro la violenza in famiglia abbiamo anche introdotto il nuovo reato di adescamento di minorenne attraverso Internet e nuovi mezzi di comunicazione. Il decreto tutelerà proprio i bambini e gli abolescenti vittime di queste forme sempre più subdole di abuso sessuale. Ma siamo anche impegnati nella costruzione di una Banca dati nazionale ed europea che ci permetta di intervenire su un fenomeno con una dimensione ormai mondiale». Soddisfatta Dorina Bianchi (Margherita): «E' proprio questa chiave, collaborativa e non punitiva nei confronti di Internet, il segreto per rendere efficace questo provvedimento».
«La chiusura dei siti pornografici rappresenta un primo passo, ma si auspica che tale attenzione sia riservata anche ad altri canali di diffusione: per esempio le chat, il file sharing o altre forme emergenti di social networking, come i 'blog"». E' questo il commento di Save the Children al decreto Gentiloni. L'organizzazione ha sottolineato anche la necessità di affiancare alla repressionme «un'intensa attività di prevenzione, attraverso progetti educativi e formativi per un uso consapevole di Internet, progetti rivolti ai ragazzi e ai genitori cosi da rendere un minore meno esposto al pericolo di essere adescato».