In campo a Capodanno Ma nessuno si lamenta

PAVIA. Passare il primo giorno del nuovo anno in campo. Per molti giocatori del Pavia si è trattato di una novità inattesa, visto che in origine la ripresa degli allenamenti era fissata per oggi pomeriggio. Invece il cambio di allenatore ha stravolto i piani. Nel complesso però la squadra pare aver accettato di buon grado la decisione di Massimo Morgia. «Il mister ha bisogno del maggior tempo possibile per conoscerci - dice Marco Grassi - il cambio di programma mi ha impedito di raggiungere i parenti a Roma. Ma, vista la situazione, qualche sacrificio è giusto farlo».
Anche per Grassi si è trattato della prima volta. Il giocatore però non è parso turbato dal fatto di dover lavorare anche a Capodanno. «Non mi era mai successo ma non è una cosa a cui attribuisco un particolare valore. In fondo è un giorno come un altro. Anche perché noi atleti professionisti abbiamo l'obbligo di limitare i festeggiamenti e quindi riprendere l'attività in anticipo non è un problema. L'unico rammarico è non aver potuto stare con la mia famiglia». Ce l'ha fatta invece Paolo Rossi, che è di Torino. «Ho fatto avanti e indietro, senza che la cosa mi pesasse. Il mister ha intenzione di adottare un nuovo sistema di gioco e quindi cerca di sfruttare al massimo i giorni che ci separano dalla ripresa del campionato per illustrarci le sue idee. Per me non è stato un problema lavorare il 31 dicembre e il 1º gennaio. Mi era già capitato una volta. Un anno quando ero a Gualdo, in C2, le cose andavano male e la società nella sosta natalizia aveva deciso di cambiare l'allenatore. Proprio come è successo qui. Anche allora ci siamo allenati a Capodanno senza battere ciglio». Passare il 1º gennaio in campo non è un novità neanche per Francesco Lunardini. «Quando ero a Rimini, in C2, mi era capitato. E persino in serie D a Val Di Sangro. Lavorare al primo giorno del nuovo anno non mi fa un particolare effetto. Questa decisione dunque non mi ha sconvolto, né stupito più di tanto. Anche perché siamo ultimi e quindi per uscire da questa situazione abbiamo bisogno di allenarci il più possibile, a maggior ragione se si considera che abbiamo appena cambiato tecnico. E poi in questi giorni il mister sta cercando di trasmetterci il suo grande entusiasmo e quindi c'è un clima adrenalinico, che non ti fa pesare il lavoro». Non si era mai allenato a Capodanno invece Stefano Todeschini. «Anche perché sono a Pavia da cinque anni e con Torresani non era mai successo di andare in campo il primo di gennaio. Ho avuto comunque il tempo per raggiungere la mia famiglia a Verona e tornare indietro. Quindi non ha scombussolato più di tanto i miei programmi. Ma se anche avessi organizzato qualcosa mi sarei adeguato alle disposizioni della società. In questo momento è giusto provarle tutte per cercare di uscire da questa pessima situazione di classifica». (m.l)