Sarà la nuova battaglia di Veltri
PAVIA.Per giovedi mattina, alle 11.30, la lista 'Il Cantiere per Pavia" ha indetto una conferenza stampa dal titolo perentorio: «La verità sulla chiusura dei cinema». Elio Veltri anticipa che sulla questione delle sale cinematografiche è «estremamente irritato». Perchè? «Perchè sull'argomento non si vuole fare chiarezza. - risponde - Invece occorrerebbe farne un 'caso". Il rischio è che Pavia rimanga l'unico capoluogo d'Italia, se non d'Europa, a non avere più cinema in centro. E allora, in corso Cavour, potremo pure metterci una bella lapide». Veltri ritiene che la multisala di viale Oberdan sia «una finzione. Lo sanno tutti che la apriranno a Borgarello». Poi, come è nelle sue corde, punta l'indice contro l'attuale piano regolatore (approvato prima dell'elezione della giunta Capitelli) e l'attuale assessore all'Urbanistica, il diessino Franco Sacchi. «Il piano regolatore fa schifo - dice senza mezzi termini - e il fatto che, in centro storico, si permetta la possibilità di fare appartamenti al posto dei cinema è come un'istigazione a dismettere i cinema. Nel 1973, quando feci il sindaco, una norma del Prg prevedeva che se le industrie si trasferivano fuori città, al loro posto si poteva costruire edilizia residenziale. Io dissi subito agli urbanisti che era un incentivo alla deindustrializzazione. Accadde che una ditta, che si trovava in piazza San Pietro in ciel d'Oro, trasferi lo stabilimento in un centro del pavese. Al suo posto fu presentato un progetto per realizzare 64 appartamenti. L'allora assessore all'urbanistica, che era un galantuomo, mi disse che a presentare il progetto erano stati dei suoi cugini. Bene, io bloccai tutto e feci cambiare la norma». Il discorso di Veltri prosegue tornando all'attualità. «Se si fa un piano regolatore e poi, come sta succedendo, si continuano a portare in consiglio comunale delle varianti, vuol dire che quel piano regolatore non andava bene. Io non pretendo che gli amministratori dicano che il Prg fa schifo, ma almeno potrebbero ammettere che è stato fatto un errore e fare una variante per salvare i cinema del centro storico. Invece l'assessore Sacchi prende atto, con atteggiamento notarile, dello strumento urbanistico ereditato dalla passata amministrazione». Il consigliere del Cantiere chiude con un affondo velenoso. «E' stata fatta una variante persino per poter realizzare un supermercato, cioè per tutelare un interesse privato. Benissimo, allora si segua la stessa strada per garantire l'interesse pubblico ad avere un centro vivo. Altrimenti, lo ripeto, in corso Cavour mettiamoci una bella lapide e rassegnamoci ad avere una città morta». (f.m.)