Il ricordo dell'ex parroco

COPIANO.Prima del trasloco del 2000 abitava a Copiano la famiglia Boari. Lo stesso rapporto conflittuale madre figlio, la stessa Apecar verde, quella guidata da Francesco, la stessa voglia di apparire una famiglia tranquilla fuori dalle 4 mura. Anche a Copiano la gente parla di quanto è successo a Miradolo. Anche qui la stessa atmosfera di incredulità mista a rassegnazione. Perché queste - si dice tra vicini di casa - sono cose che non si possono prevedere. Allora, quando i Boari abitavano li, il parroco era don Antonio Fattori che ora esercita il suo mandato sacerdotale a Casarile. All'inizio fa fatica a ricordarsi di questa famiglia. Poi, ad un tratto, gli torna in mente tutto. «Abitavano - dice - in via Papa Giovanni -, vicino alle Poste. Non ho dubbi nel ricostruire l'immagine che dava di sé Francesco. Appariva come un tipo assolutamente solitario e molto, molto schivo. Non si faceva trovare quasi mai in casa quando io arrivavo per portare la Comunione alla madre. E le poche volte che ci incrociavamo appariva come sfuggente. Un buongiorno o un buonasera e finiva tutto li, come se non ci dovesse essere nient'altro di cui dovevamo parlare. E, contemporaneamente, però, la madre si lamentava per la situazione in cui si trovava questo figlio. Diceva con apprensione, tra l'altro, che non riusciva a trovare un posto fisso, il posto per tutta la vita che avrebbe potuto dargli la tranquillità che gli mancava. E spiegava anche che aveva problemi di salute, difficoltà respiratorie per le quali era stato anche sottoposto a una delicata operazione. Motivo in più per fare fatica a trovare lavoro. Quando lo incontravo per strada - continua il sacerdote - non perdevo tempo per digli 'Mi raccomando aiuta la mamma, non farla tribulare". Parole che, evidentemente, alla luce dei fatti odierni, non sono state interiorizzate».
E dagli ex vicini arriva lo spunto per quello che appare come un giallo. «Sentivamo dire che quella famiglia faceva fatica a tirare fine mese. Ma qui a Copiano abitava in un appartamento e a Miradolo ha acquistato un villa. Come può essere tutto questo? Che avessero risorse nascoste, magari un'eredità arrivata all'improvviso, che potrebbe magari aver costituito un ulteriore movente per questa tragedia di capodanno»?
Chiara Riffeser