Primi passi nella Ue per Romania e Bulgaria

MILANO. Per tutta la giornata di ieri, Bucarest e la Romania hanno festaggiato il 'Capodanno nell'Unione". Lo stesso è avvenuto a Sofia, capitale della Bulgaria. Centinaia di migliaia di neo cittadini dell'Unione europea sono scesi nelle piazze dove hanno assistito a spettacoli e fuochi di artificio che salutavano l'ingresso nell'Europa a 27, da ieri e per sei mesi a guida tedesca.
Ai 2 nuovi membri e agli altri paesi il cancelliere Angela Merkel ha inviato un messaggio: «L'Europa sarà un successo se tutti faranno i compiti a casa». Messaggio diretto a Romania e Bulgaria dal presidente della commissione Ue Barroso: «Nel dare il benvenuto in famiglia a due nuovi membri, conoscendo le culture e le tradizioni posso dire più ricchi, i nostri legami e la nostra economia si rafforzeranno».
Un'adesione fortemente volutaTutti i governi romeni succedutisi dopo il crollo del comunismo, nel 1989, hanno avuto lo stesso obiettivo: l'adesione del Paese all'Ue. Ma a cosa pensano i romeni quando sentono pronunciare 'Unione Europea"? Innanzitutto libera circolazione, prosperità e democrazia.
Ma tra la gente circolano anche paure, nei confronti sopratutto di un possibile aumento dei prezzi, dal momento che case e terreni hanno già raggiunto cifre stellari per le tasche dei romeni, il cui stipendio medio lordo arriva a circa 330 euro al mese. In questi anni molto peso ha avuto l'emigrazione in Paesi europei alla ricerca di un lavoro. Secondo un recente studio, negli ultimi cinque anni, l'Italia é stata la meta preferita dal 50% dei circa 2,5 milioni di romeni emigrati; il 25% ha scelto la Spagna.
L'economia romena mostra buone prospettive: la crescita economica nel 2006 ha raggiunto circa il 7%, e le previsioni per il 2007 indicano lo stesso trend.
Sofia non bada a spese.Nonostante sia considerata la 'sorellastra povera" del club europeo, la Bulgaria non ha badato a spese e ha festeggiato alla grande l'ingresso nell'Ue dopo 17 anni di transizione dal totalitarismo alla democrazia e all'economia di mercato. Le statistiche macroeconomiche ufficiali sono rassicuranti: per il 2006 la crescita é del 5,7%, le finanze pubbliche sono stabili, e grazie alla rigorosa politica fiscale il bilancio statale avrà un'eccedenza record di oltre il 3% del Pil. Ma altri dati indicano che restano non pochi problemi: nel 2007 lo stipendio medio mensile sarà di 180 lev (circa 92 euro), la pensione media di anzianità di lavoro sarà di 92 lev al mese (circa 47 euro), e la pensione sociale di vecchiaia sarà poco più di 30 euro. Non a caso la Bulgaria sarà il Paese con i più bassi redditi tra i 27.
Il baricentro più a est.Con l'ingresso di Sofia e Bucarest e trenta milioni di nuovi cittadini europei, il baricentro dell'Unione europea si sposta ancora di più ad Est, dopo la grande ondata di adesioni del maggio 2004, quando entrarono dieci nuovi Paesi, otto dei quali appartenenti all'ex blocco comunista. I due nuovi Paesi portano in dote tassi di crescita invidiabili, ma i problemi rimangono, soprattutto in alcuni settori come la lotta alla corruzione, la gestione dei fondi agricoli e strutturali, gli standard di sicurezza alimentare per l'export di latte e carne.
Nonostante la Commissione Ue dica di non temere l'invasione da Est, molti Paesi hanno deciso di imporre restrizioni al libero ingresso dei lavoratori romeni e bulgari per un periodo transitorio. L'Italia ha deciso di optare per il regime transitorio che stabilisce l'apertura immediata per i settori del lavoro dirigenziale e altamente qualificato, di quello agricolo e turistico-alberghiero, del lavoro domestico e di assistenza alle persone, edilizio e metalmeccanico oltre al lavoro stagionale.
Una Babele di lingue.L'Unione europea a 27 Stati membri sarà sempre più una Babele: da ieri, con l'ingresso di Romania e Bulgaria, la popolazione comunitaria è salita a circa 485 milioni di cittadini, e le lingue ufficiali sono passate da 20 a 23. Oltre al romeno e al bulgaro sarà incluso il gaelico, parlato in Irlanda.