Massaro show: «Gol e salvezza»


PAVIA. Roberto Massaro fa un passo avanti. Massimo Morgia nella prima intervista da allenatore del Pavia l'ha indicato esplicitamente come il possibile salvatore della patria: «Può essere il nostro Baggio», ha detto il tecnico romano. E l'attaccante pugliese risponde presente: «E' una cosa che fa molto piacere - ammette - non mi tiro indietro e le responsabilità non mi spaventano. So che qui a Pavia ho una grossa opportunità per la mia carriera. Finora avrei potuto dare di più. Più che segnare tanto, vorrei fare gol pesanti, che servano a centrare delle vittorie. Perché la mia stagione sia positiva è indispensabile che il Pavia si salvi». Un rendimento altalenante, con qualche lampo di genio e molte ombre: però in questo 2007 tutto può cambiare. Basta una scintilla per riaccendere l'entusiasmo e rilanciare il Baggio del Pavia.
Il destino nel nome. Roberto, come Baggio. A 23 anni il brindisino ha dimostrato di avere grandi qualità, ma non è mai riuscito a sfondare. La massima serie l'ha toccata con mano, poi una serie di stagioni incolori. «Ha grandi numeri», ammettono gli osservatori sguinzagliati dalle grandi squadre. Per Pelagalli (come leggerete a fianco nel suo intervento) potrebbe giocare in serie A. Morgia per poter vincere la sua scommessa a Pavia e portare la squadra dall'ultimo posto alla salvezza senza play out punta molto sull'asso pugliese. Che non è affatto spaventato e parla da leader: «Tutti noi dobbiamo dimostrare il nostro valore. A un certo punto del campionato eravamo riusciti a giocare un bel calcio. Ora bisogna ripartire: è come se a gennaio iniziasse una nuova stagione». La squadra si è fermata all'improvviso, chiudendo l'andata con cinque sconfitte consecutive, zero gol segnati e undici subiti. Cosa è successo? «La batosta di Lucca ci ha demoralizzato e nella partita successiva contro il Pizzighettone non c'è stata la reazione attesa. Da allora non siamo più riusciti a riprenderci». Una lenta agonia, che ha spinto il numero uno della società, Dino Calisti, a cambiare radicalmente rotta. Lasciando a casa Marco Torresani, che pure in passato era stato confermato dopo una retrocessione: «Mi dispiace per Torresani - sottolinea Massaro - una grande persona. Come spesso accade nel calcio è stato l'unico a pagare. Sta a noi giocatori fare in modo che serva a qualcosa». Con Morgia sono radicalmente cambiati i metodi di allenamento e gli schemi di gioco. Si va verso un 3-4-3, una squadra capace di coprire gli spazi e di ripartire. Rischiando, perché servono tante vittorie per salvarsi: «E' giusto cosi - dice Massaro - con la regola dei tre punti i successi contano molto e noi dobbiamo recuperare tanto terreno». Un gioco che potrebbe valorizzare le caratteristiche del ragazzo di Brindisi: «Si, e comunque credo che non ci sarà confusione. Ognuno avrà il suo ruolo. Tutti al servizio della squadra: cosi spero di segnare, ma soprattutto di fare reti decisive». Magari a partire dal Padova, prossimo impegno in campionato, domenica 14 gennaio. Ai veneti Massaro aveva segnato all'andata il gol dell'1-1, l'unica altra sua rete la segnò al Cittadella nel match vinto 2-1, l'ultimo sorriso prima della grande depressione: «Sarà una partita fondamentale, anche loro vengono da un periodo negativo e hanno cambiato allenatore. Dobbiamo mettere in campo più rabbia dei nostri avversari». La priorità è evitare l'ultimo posto e staccare il Pizzighettone: «Possiamo anche salvarci ai play out - chiude Massaro - l'anno scorso mi è successo a Olbia, vincendo in trasferta la partita di ritorno. I conti li faremo alla fine: ora pensiamo a vincere il più possibile». (c.cuccurullo@laprovinciapavese.it).

Claudio Cuccurullo