Arbitri, bufera continua Trefoloni l'ultima goccia
ROMA.«Sono sorpreso per il deferimento di Trefoloni». Ecco l'ennesima tegola piovuta sul capo di Cesare Gussoni: il capo dell'Aia e nuovo designatore ad interim con Pierluigi Collina consulente non si aspettava un'altra botta. Per Trefoloni, deferito dalla Procura Federale per aver «rifiutato» un Roma-Juventus del 2005 con un certificato medico ritenuto compiacente, c'è chi ipotizza che scatteranno le procedure per la probabile sospensione cautelativa dalla Can subito dopo Capodanno, ma c'è anche chi non lo considera cosi scontato. Secondo quanto emerge Trefoloni, rischierebbe una squalifica al massimo di sei mesi. A sorprendere i vertici Aia, oltre al deferimento in sè, sarebbero le motivazione del provvedimento di Palazzi. Intanto tra i colleghi dell'arbitro senese all'interno della Can di A e B serpeggia un forte malessere: non tanto per la vicenda in sè, quanto per la tempistica. Il tutto il giorno dopo il rientro a casa di Pierluigi Collina. Più di un arbitro di vertice non nasconde il fastidio per l'ormai continuo stillicidio al quale è sottoposta la categoria di vertice: preferirebbero una cesura netta, un procedimento unico piuttosto che tanti piccoli episodi. Vogliono voltare pagina, ma vedono che il passato ritorna a galla ogni giorno. La Can chiede che venga fatta luce una volta per tutte, alla svelta, su tutti i fatti che riguardano le inchieste arbitrali legate a calciopoli: le vicende legate all'inchiesta della Procura di Napoli pendono minacciose su parecchie componenti e questo aggrava la situazione psicologica. E' l'attesa snervante e l'incertezza sul futuro che mina la fiducia e il lavoro dei componenti della Can, e fa commettere loro i tanti errori domenicali: «Siamo come un gruppo allo sbando», ha confessato uno di loro, che ha ammesso che l'arrivo di Collina è stato visto come il primo raggio di sole dopo tanto tempo.