Rubano una pecora del presepe

VALLE. Rubano una delle tre pecorelle del presepe e l'abbandonano nei pressi della statua di San Pio da Pietrelcina, all'estremità opposta del paese. La bestiola di cartapesta è stata ritrovata da un giovane, Simone Martini: ora è ritornata ad abbellire il presepe allestito di fianco alla chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo a Valle Lomellina. Il fatto ha suscitato incredulità nella popolazione. Da una parte il parroco, don Giuseppe Marini, getta acqua sul fuoco: «Non credo si sia trattato di un gesto sacrilego. E' stata opera di ragazzi un po' vivaci». Dall'altra, l'ex vice sindaco Roberto Bisoglio usa l'arma dell'ironia: «I casi sono due. Si tratta di imbecilli oppure a Valle è nato un Fronte di liberazione delle pecore».
Per le festività natalizie Franco Nobile e alcuni amici hanno realizzato un presepe di fianco alla chiesa: la classica capanna di legno con le statue in cartapesta della Madonna, San Giuseppe, tre pecorelle e, dalla notte di Natale, Bambin Gesù. E' stato un lavoro certosino, iniziato addirittura nei mesi estivi e terminato proprio alla vigilia di Natale. La curiosità dei cittadini era alta: molti, prima di entrare in chiesa, si fermavano qualche secondo per ammirare la sacra famiglia e fare i complimenti agli autori. Qualcuno, però, ha pensato bene di giocare uno scherzo di cattivo gusto: nella notte fra mercoledi e giovedi ha sottratto una pecorella dalla rappresentazione della Natività. Gli autori del presepe non avevano studiato alcuna protezione, ma nessuno avrebbe pensato a un gesto simile. Del fatto si accorge Simone Martini, figlio del consigliere comunale ed ex assessore Giuseppina Ferro. Mentre rientra a casa, poche ore dopo il 'furto", si accorge che la strada di fronte al piazzale Santa Margherita, a pochi passi dalla statua di San Pio, è occupata da uno strano oggetto di colore bianco. Scende dall'auto e nota che si tratta della pecorella del presepe, che la mattina successiva è già ritornata fra le sue 'compagne" del presepe. I commenti si sprecano. Il più pungente è quello di Bisoglio, in giunta dal 1993 al 2002: «Le possibilità sono due. E' il gesto di uno o più imbecilli oppure a Valle è nato, a insaputa di tutti, un Fronte di liberazione delle pecore dai recinti, qualunque essi siano. Se si tratta di imbecilli, allora ogni considerazione è possibile. Se, invece, è il Fronte di liberazione delle pecore, il fatto sarebbe più interessante da esaminare. Tempo, però, che siamo in presenza di imbecilli». Da parte sua, il parroco, don Marini, smorza le polemiche: «Non credo che sia stato un gesto voluto, un atto sacrilego. Piuttosto, penso a un giovanotto un po' irrequieto che ha voluto divertirsi». Dopo la 'liberazione" dei nani dei giardini e (più recentemente) dei Babbi Natale dalle finestre, ora si passerà alle pecorelle del presepe?
Umberto De Agostino