Serve fiducia basta ricordi

(Segue dalla prima)
E' sotto gli occhi di tutti che al Pavia manchi un vero e credibile punto di riferimento per indirizzare il gioco, raccordare difesa e attacco e prendere per mano tanti giovani nei quali paura e scoramento hanno preso il posto dell'entusiasmo iniziale. In ogni squadra vi è, naturalmente, un leader capace di rincuorare e galvanizzare, e ciò a prescindere dai dettagli tecnici e dai nuovi inserimenti, peraltro necessari e auspicabili. Ma i leader non si inventano, ed è ben difficile trovarli nel mercato d'inverno, ed allora non resta che lavorare con le risorse che si hanno, cercando di ovviare anche a quel clima di sonnolosa indifferenza che sembra accompagnare il declino del Pavia.
La verità è infatti che al Pavia manca non solo un centrocampista o una mezza punta ma, soprattutto, mancano Pavia, la città ed il suo pubblico.
In verità, il tempo in cui si lottava perché la partita con il Genoa fosse svolta a Pavia o ci si entusiasmava per l'ingresso nei play off, sembra ormai lontano anni, anche se si tratta solo di pochi mesi. Oggi, assistiamo a una sorta di assuefazione diffusa alla sconfitta che colpisce molti tifosi, portandoli quasi ad una rassegnazione verso il declino di una squadra che non merita certo l'indifferenza, non foss'altro per i risultati ottenuti in questi anni.
Per questo al Pavia, manca, forse, proprio Pavia, che non può essere vicina alla sua squadra solo quando vince.
Proviamo allora a costruire il futuro muovendo dal momento più difficile, e proviamo a sostenere e arricchire il progetto che il Presidente Calisti ha delineato la scorsa estate, puntando sui giovani e pensando ad un programma a medio termine che avrebbe potuto rappresentare l'ossatura della futura squadra. Oggi, quando allo stadio si leggono le formazioni e le età dei giocatori, è facile prendere atto che la media di quelli del Pavia è sempre tra la più basse, e questo è il futuro. Ma anche il futuro deve essere sostenuto, anche, e soprattutto, nei momenti difficili.
Cosi, se il Pavia ha bisogno del «leader» è anche vero che vi sono dei giovani che hanno bisogno di sentire vicini la città e i tifosi e di essere incoraggiati, perché possa crescere il loro entusiasmo e siano capaci di superare i momenti più difficili. Basta con i ricordi, i rimpianti o i paragoni. Basta con le continue evocazioni di giocatori che hanno fatto altre scelte. Cerchiamo di valorizzare le nostre forze e guardiamo al futuro. Perché anche le imprese più difficili possono essere colte se ci si crede e se si ha fiducia nelle proprie capacità. E, per una volta, cerchiamo tutti di essere meno «pavesi» del solito.
Andrea Astolfi*componente il Cda della Fondazione Banca del Monte