Il comitato si spacca
ROMA. Il referendum sulla legge elettorale va'sminato'. E' una delle ragioni che ha spinto sei componenti del comitato referendario presieduto da Giovanni Guzzetta a sfilarsi. Dimissioni pesanti, per i nomi dei protagonisti (Enzo Cheli, Franco Bassanini, Sandra Bonsanti, Roberto Giachetti, Michela Manetti e Gianmario De Muro), ma anche perchè segnano la secca frenata di Ds e Dl dall'iniziativa referendaria.
Una scelta che provoca la reazione polemica di Guzzetta e Mario Segni in primis, che fanno sapere che comunque andranno avanti, ma anche della componente ulivista del comitato. La lettera di dissociazione dei sei componenti il comitato era già pronta da giorni, passata anche dal tavolo di importati esponenti dell'Ulivo come Dario Franceschini (Dl) e Marco Filippeschi (Ds). Nel documento si ribadisce la necessità di modificare una legge elettorale che polverizza la rappresentanza e indebolisce la governabilità ma si sottolinea anche che «la legge che uscirebbe dai referendum non risolverebbe questi problemi». Una convinzione che però, accusano i sei dimissionari, «non è condivisa da un buon numero di componenti del comitato», che, specie dalle parti del centrodestra, puntano piuttosto a ritocchi minimali, avendo «sostenuto e votato l'attuale legge». Ma Guzzetta e Segni, presidente e coordinatore del comitato referendario, non ci stanno. E si dicono stupiti di una scelta «inaspettata e incomprensibile» quantomeno nella tempistica, e decisi comunque ad «andare avanti».