Fisco amico ma solo sotto i 40mila euro

ROMA. «Non è vero che le tasse aumentano, diminuiscono per 500 milioni». Lo ha detto Romano Prodi giovedi scorso parlando della Finanziaria 2007. Se lo dice il presidente del consiglio è certo vero. Il problema è sapere se si riferiva solo alle nuove aliquote Irpef o se conteggiava anche le addizionali e le tasse locali, i ticket sanitari, i bolli e quant'altro la manovra fiscale che entra in vigore il primo gennaio contempla. Senza contare la reintroduzione della tassa di successione, anche se per patrimoni di valore catastale superiore al milione di euro per ogni erede, ma escludendo fratelli e conviventi dalle aliquote privilegiate. Intanto una notazione lessicale: è tramontata l'Ire, si torna alla dizione Irpef. E, in tema di ritorni, le aliquote sono di nuovo 5. Giulio Tremonti ne vagheggiava 2, è riuscito a vararne tre, ma con una quarta camuffata da «contributo di solidarietà».
Tommaso Padoa-Schioppa ritorna a cinque: 23% fino a 15mila euro; 27% fino a 28mila; 38% fino a 55mila; 41% fino a 75mila, 43% oltre 75mila. Di fatto, rispetto alle aliquote in vigore quest'anno vengono favoriti i redditi fino a 40mila euro con aumenti di tasse sopra questa fascia, ma la reintroduzione delle detrazioni al posto delle deduzioni e, soprattutto, degli assegni famigliari, eleva, di fatto la soglia più in alto.
Il principio degli assegni è quello di privilegiare i redditi bassi; occhio di riguardo però anche per le famiglie numerose, con moltiplicatori che rendono possibile un assegno fino alla soglia di 95mila euro.
Utile ribadire un concetto. Il taglio del cuneo fiscale, punto qualificante del programma del centrosinistra, per i lavoratori è assorbito proprio dalle nuove aliquote Irpef e dalle detrazioni per le famiglie numerose. Diventa quindi un'azione selettiva sui redditi più bassi ed esclude, di fatto, i lavoratori che hanno stipendi più alti.
Le detrazioni di reddito valgono 800 euro per ogni figlio, salgono a 900 per figli con meno di tre anni aumentano di 220 euro per i figli portatori di handicap. Nel caso di famiglie con almeno 3 figli sotto i 26 anni, l'assegno spetta anche per i maggiorenni fino a 21 anni purché studenti o apprendisti.
La detrazione viene ripartita al 50% fra i genitori oppure, previo accordo fra mamma e papà, al 100% al genitore che presenta il reddito più alto. Questo, naturalmente, se non sono separati. Perché in questo caso spetta al genitore affidatario, o, in caso di affidamento congiunto, a entrambi, al 50%.
Particolare curioso. Al Senato si è introdotta un'aggiunta. Se il genitore affidatario non può usufruire per intero della detrazione (per esempio per motivi di reddito) i genitori separati si possono accordare a spostare la detrazione per intero sull'altro ex coniuge, ma quest'ultimo è tenuto a versare all'altro un importo pari all'intera detrazione (se affidatario) o del 50% (se affidatario congiunto).
Come detto fra le tasse reintrodotte c'è quella di successione. Esiste una franchigia di 1 milione (valore catastale per gli immobili) per gli eredi in linea retta (con aliquota al 4% per le cifre che superano la franchigia) e di 100.000 euro tra fratelli (che poi pagano un'aliquota 6%). Per tutti gli altri la tassa, conviventi compresi, è all'8%. Esentata la successione di azienda in famiglia a condizione che gli eredi proseguano per almeno 5 anni l'attività d'impresa.
Per venire incontro ai problemi di bilancio dei Comuni sono state sbloccate le addizionali Irpef. Erano ferme allo 0,5% potranno salire fino allo 0,8%. I Comuni, però, potranno individuare esenzioni per fasce di reddito particolarmente basse.
I Comuni potranno anche introdurre delle tasse di scopo. Con una penale: se l'amministrazione non realizza entro due anni l'infrastruttura o il progetto, dovrà rendere la tassa (con altri due anni di tempo per farlo). Bocciata, invece, la proposta della reintroduzione della tassa di soggiorno. La chiedevano i Comuni a grande vocazione turistica.