Da girasole e colza il biodiesel per 3 milioni e mezzo di veicoli
ROMA.A tre milioni e mezzo di auto sarà garantita l'autonomia energetica per ventimila chilometri l'anno grazie all'integrazione nel normale gasolio di biodiesel ottenuto dalla coltivazione in Italia di girasole o colza a fini energetici. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti per il nuovo anno dell'accordo quadro di filiera per lo sviluppo dei biocarburanti in Italia. «L'accordo - sottolinea l'organizzazione agricola - prevede per il 2007 la coltivazione di semi oleosi a fini energetici per 70mila ettari di terreno dai quali è possibile ottenere circa 70mila tonnellate di biodiesel da integrare nel normale carburante. Un quantitativo che - continua la Coldiretti - sarà incrementato negli anni successivi a 180mila ettari nel 2008 e a 240mila ettari nel 2009 per permettere all'Italia di avvicinarsi all'obiettivo fissato dal Consiglio Europeo che ha previsto di espandere l'utilizzo di biocarburanti nel settore dei trasporti, con la prospettiva di aumentare entro il 2015 la proporzione di utilizzo fino all'8%, attraverso un dialogo costruttivo con il settore petrolifero». «Con l'alimentazione delle auto a biodiesel ottenuto da coltivazioni nazionali come il girasole si ridurranno - sottolinea la Coldiretti - dell'80% le emissioni di idrocarburi e policiclici aromatici e del 50% quelli di particolato e polveri sottili, principali responsabili dello smog in città e dei rischi per la salute, in coerenza con gli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto. E i biocarburanti derivano dalle coltivazioni agricole che l'agricoltura italiana produce in abbondanza». Secondo Coldiretti, in Italia potenziando le coltivazioni dedicate alla produzione di biocarburanti (biodiesel e bioetanolo), utilizzando residui agricoli, forestali e dell'allevamento e installando pannelli solari nelle aziende agricole «è possibile - conclude la Coldiretti - arrivare a coprire entro il 2010 fino al 13% del fabbisogno energetico nazionale, risparmiare 12 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti e ridurre le emissioni di anidride carbonica di origine fossile di 30 milioni di tonnellate».