Usa, in Iraq più morti dell'11 settembre
NEW YORK. Se in Iraq George W. Bush voleva vendicare la strage di 2.973 americani, avvenuta l'11 settembre 2001, ha fallito. Ieri infatti è stata una giornata simbolo. Il numero di soldati Usa morti in Iraq ha superato il numero di vittime della strage delle torri gemelle arrivando a quota 2978.
Ma la Casa Bianca ha riservato le parole «pietra miliare» per la condanna a morte di Saddam Hussein, non per la tragedia che si sta consumando in Iraq fra gli americani in divisa. Anzi, Bush ha lasciato ieri Washington trasferendosi in Texas per la vacanza di fine d'anno, mentre i suoi collaboratori si sono premurati di far sapere che si tratta di una vacanza di lavoro durante la quale il presidente cercherà di mettere a punto una nuova strategia militare e politica.
La Casa Bianca respinge tuttavia l'idea che stia valutando la necessità di un approccio del tutto nuovo alla guerra. Insiste invece nel dire che fin dal principio ha sempre tenuto la situazione sotto controllo e operato i cambiamenti necessari a mano a mano che la situazione mutava sul terreno di guerra.
I sondaggi a picco per Bush rendono necessario un approccio del tutto differente. La commissione Baker, composta tanto da repubblicani quanto da democratici, ha determinato che le cose cosi non vanno e se non ci sarà un drastico ripensamento, è escluso che gli Usa possano vincere in Iraq.
Alla base dei 79 suggerimenti venuti da dieci esperti, compreso l'ex segretario di stato James Baker, c'è l'idea di aprire il dialogo con Iran e Siria coinvolgendo il governo di Teheran e di Damasco in una soluzione politica accettabile da tutte le fazioni in Iraq.
Bush però respinge l'ipotesi di dare peso politico all'Iran e alla Siria e si è rivolto ad altri esperti - al Pentagono e al consiglio per la sicurezza nazionale - per avere suggerimenti sul da farsi. La Casa Bianca ha fatto sapere che Bush annuncerà i dettagli della nuova strategia nella prima metà di gennaio.
Nel frattempo il primo gennaio la maggioranza del Congresso passerà nelle mani dei democratici e uno di questi, il senatore Joseph Biden, ha annunciato che la commissione per gli affari esteri che lui presiede, a partire dal 9 gennaio condurrà una serie di udienze sull'Iraq.
La prima persona a essere convocata sarà Condoleezza Rice, attuale segretario di Stato nonchè consigliere fidato di Bush. La Rice preferirebbe non finire sotto il torchio della commissione, ma non può tirarsi dietro e tutto quello che è riuscita a ottenere è di rimandare la sua apparizione fino a dopo che Bush avrà messo a punto la nuova strategia e rivolto un discorso alla nazione.
Da voci che circolano a Washington sembra che per Bush l'idea vincente sia quella di un aumento delle truppe. Si parla di 30 mila uomini, nel tentativo di riprendere il controllo di Baghdad come primo passo verso la riconquista del resto del paese. (a.v.)