La giunta cresce, Ascani quinto assessore
CASSOLNOVO. Arriva il quinto assessore nella giunta di Cassolnovo. La scelta è caduta su Alberto Ascani. Il diacono e professore di religione, da sempre attivo in paese nell'ambito del volontariato, si occuperà del settore dei Servizi sociali a partire dal prossimo primo gennaio. La nomina è arrivata dal sindaco Alessandro Ramponi martedi pomeriggio. Oggi Ascani dirà se è disposto ad accettare l'incarico che gli è stato assegnato: successivamente il consiglio comunale darà il proprio parere consultivo, stabilendo se Ascani sia o meno incompatibile con la carica. Si tratta del primo assessore esterno della storia di Cassolnovo. In primavera era stato approvato il nuovo regolamento comunale che ha introdotto questa possibilità.
Il sindaco può nominare assessori esterni, non scegliendoli tra i consiglieri comunali. Fino ad oggi la delega ai Servizi sociali era stata gestita dal primo cittadino, Alessandro Ramponi. «E' un settore che ha bisogno di maggiore attenzione - dice -: non potevo continuare a mantenere la delega. Cassolnovo è un paese diviso a metà. Ci sono molti giovani e molti anziani. Sono categorie che hanno bisogno di attenzione. L'incremento di popolazione che avremo nei prossimi anni inoltre richiede più impegno nei servizi sociali. Alberto Ascani è la persona giusta. Conosce bene il paese ed è vicino ai problemi della gente». Personaggio senza dubbio carismatico, da sempre Ascani è impegnato nel sociale. In passato ha gestito il cineteatro Verdi per quattro stagioni come presidente dell'associazione Callerio e in più occasioni, in tempo di elezioni, sono sorte voci sulla sua candidatura a sindaco con il centrodestra. «Sono un assessore esterno - dice Ascani - non schierato politicamente. Se accetto questo incarico lo faccio perché voglio bene al mio paese. E' un modo di mettermi al servizio». Continua Ascani: «Non so che situazione troverò. E'un'idea che mi farò piano piano. Una categoria che merita attenzione è quella dei giovani, che mi sono sempre stati a cuore, e sono la base delle famiglie. Bisogna puntare sulle famiglie, che necessitano di di essere capite e sostenute nel ruolo educativo. E ci sono anche gli anziani che non vanno trascurati». (a.ball.)