Il ciabattino chiude bottega Bona lascia l'attività dopo 43 anni

PIEVE DEL CAIRO. Il ciabattino attacca le scarpe al chiodo. Dopo 43 anni di attività Luigi Bona abbassa la saracinesca di via Roma: lo storico negozio di calzature rilevato nel 1963 da Ercole De Paoli, figura oggi nota solo ai più anziani, chiude i battenti. Il 72enne calzolaio è conosciuto in tutta la Lomellina sud-occidentale e anche al di là del Po per essere un maestro nelle scarpe su misura. «Un mio cliente di Mede aveva il 49 e mezzo di piede: si serviva solo da me», dice Bona.
In questi giorni il negozio di calzature di via Roma sta attuando una svendita totale: Luigi Bona non se la sente più di continuare nel lavoro di una vita, iniziato a dieci anni, terminata la quinta elementare. «Mio figlio Carlo ha avviato un'altra attività insieme ad alcuni amici e quindi ho preferito chiudere cosi», confessa il ciabattino, ultimo testimone di un'epoca in cui si producevano ancora scarpe a mano. Originario di Guazzora, un centro subito al di là del Po, Bona diventa garzone di bottega al termine della licenza elementare, negli anni turbolenti della seconda guerra mondiale. «Sono stato un apprendista fino all'età di 20 anni: poi, sono passato in fabbrica - aggiunge il ciabattino di Pieve del Cairo -. Nel dopoguerra ho girato diverse industrie, da Castelnuovo Scriva a Tortona: poi, sono arrivato a Vigevano. All'Elvezia di corso Genova ho lavorato per diversi anni: eravamo 250 operai, una fabbrica molto grande». Nel 1963 la svolta dell'attività professionale di Luigi Bona: Ercole De Paoli, una figura storica del commercio pievese, raggiunge l'età della pensione e cede il negozio di via Roma al calzolaio di origini piemontesi. «Ho iniziato a farmi una clientela soprattutto fra le persone che avevano bisogno di scarpe su misura - dice ancora Bona -. I clienti del negozio, ovviamente molto più numerosi, si affiancavano a una nutrita schiera di persone con difetti ai piedi: io risolvevo i loro problemi». Nel laboratorio di via Roma arrivavano uomini e donne da tutta la bassa Lomellina e anche dal Tortonese: Luigi Bona realizzava calzature su misura, rigorosamente a mano. «Ricordo un uomo di Mede: era un gigante e non riusciva ad acquistare un paio di scarpe in un negozio 'normale" - spiega Bona -. Veniva spesso da me: solo io riuscivo a produrre un paio di scarpe della misura del 49 e mezzo». Ancora oggi Luigi Bona si avvicina al deschetto di lavoro e impugna i ferri del mestiere: l'entusiasmo non riesce ad andare in pensione. «Lasciare l'attività mi commuove: ho speso una vita fra il cuoio, le stringhe e le suole delle scarpe - conclude -. In ogni caso, sarò sempre a disposizione per lavoretti veloci: oggi giorno non sono molti i ciabattini capaci di lavorare a mano».
Umberto De Agostino