Otto mesi per l'aggressione
ZEME.Otto mesi di reclusione per avere aggredito i carabinieri impegnati in un servizio di controllo.
La sentenza di ieri ha chiuso un procedimento giudiziario cominciato lo scorso 23 gennaio, quando Gioacchino Cammarata, 26 anni, residente a Mortara, era stato arrestato, insieme ad altri due giovani, per resistenza a pubblico ufficiale.
I tre, secondo le accuse, si erano scagliati contro un maresciallo e un appuntato che erano entrati in un bar di Zeme e avevano chiesto loro di mostrare i documenti.
Cammarata e gli altri due giovani (la loro posizione è stata stralciata) si erano rifiutati e avevano spintonato i militari.
Il maresciallo era finito contro una parete del bar ed aveva riportato una contusione alla scapola destra guaribile in sei giorni.
Per i tre giovani era scattato l'arresto e, il giorno successivo, si erano presentati per la prima volta davanti al giudice.
Gli arresti erano stati convalidati, ma il processo per direttissima era slittato e i tempi del procedimento si sono prolungati.
Nel frattempo, gli imputati erano tornati in libertà con il solo obbligo di presentarsi tre volte alla settimana nella caserma dei carabinieri per la firma.
La vicenda giudiziaria che riguardava il solo Gioacchino Cammarata si è chiusa ieri con il verdetto pronunciato dal giudice Piero Savani, del tribunale di Vigevano.
All'imputato sono stati inflitti otto mesi di reclusione con l'obbligo di provvedere al pagamento delle spese processuali. (l.g.)