Entro un mese Previti fuori dal Parlamento aperto ieri il procedimento per la decadenza
ROMA.Il primo passo concreto verso la decadenza di Cesare Previti da deputato è stato compiuto ieri. Dopo più di 7 mesi dalla sentenza del processo Imi-Sir che lo ha condannato definitivamente a 6 anni di reclusione e alla interdizione perpetua dai pubblici uffici, sembra avvicinarsi per l'ex ministro di Forza Italia il momento di lasciare Montecitorio.
Il comitato per le incompatibilità della giunta per le elezioni della Camera si è espresso a favore della decadenza di Previti da deputato. Ieri è stata infatti accolta la richiesta del coordinatore Gianfranco Burchiellato (Ds) di sottoporre alla giunta l'avvio della procedura. Un primo passo, appunto. La decisione definitiva della giunta arriverà a gennaio, alla ripresa dei lavori dopo la pausa natalizia.
Previti aveva chiesto nei giorni scorsi alla giunta per le elezioni di aspettare l'esito del ricorso già preannunciato contro la decisione della Cassazione, ma la maggioranza si è espressa in modo diverso.
«Ci sono stati ulteriori tentativi di allungare il brodo - ha commentato il dipietrista Felice Belisario - ma l'Italia dei valori e tutta l'Unione ha sostenuto che la legge deve essere uguale per tutti. I parlamentari devono essere esempio di trasparenza e se sono stati condannati per reati gravi, come quello di Previti, devono andarsene a casa». E il partito di Di Pietro ieri ha inscenato anche una manifestazione davanti a Montecitorio al grido di «Fuori Previti dal Parlamento. Molla la poltrona».
Al momento della sua condanna definitiva, era stato del resto lo stesso Previti ad annunciare le sue dimissioni da parlamentare. Era anzi circolato persino un testo della sua lettera di dimissioni. «Non permetterò a lorsignori di infliggermi l'ultima umiliazione, quella di cacciarmi», ci sarebbe stato scritto. Ma ieri un altro deputato dell'Unione, Orazio Licandro (Pdci) ha sottolineato che la lettera non è stata «mai scritta, mai inviata, mai ricevuta». E ha protestato perché dopo tanti mesi la Camera non ha ancora dichiarato decaduto Previti che pure è stato anche cancellato dalle liste elettorali del Comune di Roma, come prevede la legge. «E' molto facile pensare - conclude - che se non si fosse trattato di Previti non si sarebbe giunti a questo punto».