Maxerre, Sabbia riparte «Essere in alto ci esalta»

VOGHERA. Insieme a capitan Ogliaro, la società ha investito Giovanni Sabbia del ruolo di uomo-guida dentro e fuori del campo. Da qualche mese ha 33 anni, i capelli pepe e sale da un pezzo, ma la voglia è rimasta la stessa. Quella di quando emigrò dal lodigiano per approdare alle giovanili di Pavia, diventando una delle prime punte della juniores di Attilio Caja, la più forte mai vista a Pavia.
«L'alieno di Lodi», come lo chiamavano a Pavia, o, più semplicemente, «il Giò» ha voglia di nuove sfide, magari partendo da sesto uomo e tornando a giocare nel suo vero ruolo, come sta avvenendo sempre più spesso da quando si è lasciato alle spalle i guai fisici di inizio stagione. Domenica, la Maxerre si è goduta l'ennesimo suo rientro in grande stile. Smaltito il colpo al costato rimediato a Bologna, Sabbia ha deliziato alzandosi dalla panchina per scrivere 22. La velocità è ridotta, il tocco quello di una volta. Mettendo in mostra una delle sue specialità, il tiro morbido da tre punti. Esibizione di gran qualità, giostrando prevalentemente da numero tre. Per il giocatore si tratta di un graditissimo ritorno al passato: «E' sempre stato il mio ruolo - spiega l'ala lodigiana - nella testa ho continuato a sentirmi un numero tre anche se, in questa fase della carriera, sono stato impiegato quasi sempre come mezzo lungo». In estate, il mercato dello staff vogherese si è orientato sul progetto di reperire dei lunghi veri che potessero consentire a Sabbia di allontanarsi dall'area e di sprigionare la sua qualità sul perimetro. Con la crescita esponenziale di Alessandro Priuli e l'intesa in via di consolidamento tra il lungo ex-Olimpia Milano e Chiarello, Voghera ha trovato la quadratura del cerchio e Sabbia ha potuto ritagliarsi molti minuti come ala piccola. Sempre determinante, ma non unico bersaglio delle difese avversarie. «Rispetto all'anno scorso, la squadra è migliorata molto sia a livello di profondità di organico che, soprattutto, a livello di qualità. In particolare, sotto canestro con Chiarello e Priuli abbiamo trovato una solidità e una compattezza notevoli. Non c'è un giocatore determinante, al quale è necessario affidarsi sempre, abbiamo moltissime opzioni e, ora che l'infermeria si è svuotata, miglioreremo ancora il nostro standard di gioco». Le pressioni dell'alta classifica e di un torneo equilibrato non lo spaventano: «Sono molto soddisfatto dell'attuale posizione di classifica. Siamo costruiti per puntare in alto e credo che, a livello mentale, sia stato utile aver fatto selezione ed esserci staccati dal gruppo. Ritengo sia molto più stimolante, per una squadra come la nostra, scendere in campo sapendo di essere primi o secondi e di dover vincere per mantenere questo tipo di classifica. Lottare per posizioni meno nobili ci darebbe minori motivazioni». La chiusura di 2006 casca a proposito come banco di prova del teorema-Sabbia: sabato la Maxerre sarà a Castel S. Pietro, per chiudere il 23 in casa con Borgomanero.
Paolo Rappoccio