Lo psichiatra: «Usiamo la gentilezza»
VIGEVANO. Ospitiamo l'intervento dello psichiatra vigevanese Riccardo Agostini sul tema del bullismo in riferimento agli episodi accaduti nei giorni scorsi a Vigevano e in Lomellina e ad alcuni progetti educativi messi in atto dagli istituti scolastici per contrastare il diffondersi del fenomeno.
«Un albero che cade fa molto più rumore di un bosco che cresce. Allo stesso modo, le cattive notizie si impongono clamorosamente, mentre le buone si confondono nel flusso silenzioso della vita 'normale" - afferma lo psichiatra, ex-assessore ai Servizi sociali del Comune di Vigevano -. In questi ultimi tempi le tante cattive notizie sui comportamenti dei giovani - bullismo, vandalismo, abusi nel bere - rischiano di dare un'immagine distorta della gioventù.
La maggioranza dei giovani non si comporta cosi. Lo possiamo vedere, tanto per rimanere nel nostro piccolo, da una buona notizia apparsa sulla Provincia Pavese di venerdi. Il vicepreside dell'istituo Castoldi di Vigevano racconta di un'iniziativa realizzata nella loro scuola, nella quale le ragazze più grandi, quelle di quinta, fanno da tutor a quelle che arrivano nuove nell'istituto.
Fanno conoscere la scuola, le accompagnano in aula, illustrano orari, programmi, opportunità.
Una specie di comitato di benvenuto, per prevenire fenomeni di bullismo, ma anche per facilitare alle più giovani l'inserimento nella nuova realtà.
Lo spirito di appartenenza alla comunità scolastica si trasmette cosi attraverso la gentilezza e la disponibilità, anziché con gli insulti e le minacce previsti dall'orrendo rituale della 'matricola".
Non c'è dubbio che simili iniziative, se si diffondessero, sarebbero un valido deterrente contro prepotenze e violenze a scuola.
'Chi umilia è un umiliato"- diceva lo scrittore Lucio Mastronardi, in un passo del suo libro 'Il maestro di Vigevano.
Colui che gode nel sottoporre altri a soprusi e angherie, probabilmente un tempo le ha subite lui stesso.
Nella prepotenza di oggi trova sfogo il rancore accumulato per le umiliazioni subite allora.
Nell'atteggiamento arrogante il bullo cerca di ritrovare quella stima di sè che aveva perduto quando si era sentito scartato e respinto.
Per contrastare il bullismo e la violenza i castighi, pur necessari, non sono sufficienti. Occorre che si diffonda una cultura civile della buona accoglienza, come nella piccola ma preziosa esperienza dell'istuto Castoldi».