Maestra querelata: «Umilia mio figlio»

CANDIA. Da anni la maestra lo umilia in classe, secondo le accuse dei genitori. Di recente, avrebbe anche bloccato in corridoio l'alunno di 9 anni - portatore di un lieve handicap dell'apprendimento - per fargli il terzo grado sulla denuncia per abuso d'ufficio e ingiurie presentata dai genitori. Proprio l''interrogatorio" fuori dall'aula ha causato un ulteriore atto della vicenda.
Ovvero: una lettera dell'avvocato Franco Colli, legale della famiglia, chiede al dirigente scolastico provvedimenti disciplinari contro la maestra, che ha 52 anni e insegna matematica.
Intanto, la madre del bambino racconta la sua versione dei fatti: «L'insegnante gli ricorda continuamente le difficoltà di apprendimento. Lo offende se si sporca facendo merenda, per fare un esempio. Gli impedisce perfino di andare al bagno».
Questo fin dalla prima elementare: «Ma inizialmente non credevo a quel che diceva mio figlio. Anche perché la maestra dava versioni opposte. E io castigavo il bambino, pensando fosse svogliato». Poi, sempre secondo i genitori, «abbiamo capito come stavano le cose. La maestra si opponeva perfino alla presenza dell'insegnante di sostegno in classe».
Ci sono state prima due lettere al dirigente scolastico e al provveditore agli studi di Pavia, il 3 gennaio e il 13 marzo, «per segnalare la situazione». Visto che «passavano i mesi e non cambiava nulla», il 20 maggio i genitori hanno firmato una querela contro la maestra, per abuso d'ufficio e ingiurie. Da quest'anno scolastico, per modifiche generali nell'organizzazione dei 'moduli" di insegnamento, «quando la maestra è nella classe di mio figlio, che ha 18 alunni, è presente una collega o l'insegnante di sostegno. Questo tranquillizza un po' il bambino. Ma aspettiamo che l'insegnante venga allontanata». Pochi giorni fa, ci sarebbe stato un altro episodio grave, dice la madre: «Mio figlio ha chiesto e ottenuto di andare in bagno. Con una scusa la maestra l'ha seguito, facendogli molte domande sulla causa legale, di cui il bambino non sapeva ancora nulla, e sulla nostra famiglia». Un atteggiamento «inaccettabile e vessatorio da parte di un'insegnante verso un bambino di 9 anni».
I genitori non hanno mai pensato di fargli cambiare scuola: «Lavoriamo entrambi, e non possiamo contare su aiuti esterni. Nessuno potrebbe accompagnare il bambino a lezione in un altro comune». (a.m.)