Far conoscere la storia? Serve lo sforzo di tutti
SANTA CRISTINA.Alla doppia cerimonia di commemorazione dei caduti della Prima Guerra Mondiale, che si è svolta il 4 novembre scorso a Santa Cristina e a Bissone, accanto alle autorità locali e al parroco c'erano anche alcuni cittadini. Spiccava, purtroppo, l'assenza dei giovani e dei giovanissimi. Semplice pigrizia o ignoranza sul significato profondo delle diverse ricorrenze e sugli eventi storici che hanno cambiato il volto del nostro Paese?
Secondo Ivano Cassini, neo eletto presidente della Biblioteca Comunale, la seconda è l'ipotesi peggiore e, purtroppo, la più verosimile.
«Non è giusto generalizzare - spiega - perché alcuni ragazzi si interessano alla storia e alle tradizioni. Sono però, a mio avviso, un'esigua minoranza e hanno comunque bisogno di essere accompagnati adeguatamente nel loro cammino di crescita e di ricerca. La Grande guerra - continua - ha lasciato sul campo un numero impressionante di morti e feriti: 8 milioni e mezzo di militari caduti in battaglia, 29 milioni circa di feriti, prigionieri e dispersi (le cifre si riferiscono a un totale di 65.000.000 di uomini mobilitati). L'Italia, in particolare, ha perso 650.0000 militari e ha avuto quasi due milioni fra feriti, prigionieri e dispersi. E' stata una guerra dalle conseguenze devastanti, la cui memoria va tenuta sempre viva, soprattutto fra i più giovani. Anche oggi, in varie parti del pianeta, ci sono molti conflitti in corso: questo ci dimostra come, dimenticando le proprie radici e la storia, si rischi di ripetere, a distanza di un secolo, gli stessi terribili errori».
A chi compete, però, mantenere sempre accesa la fiamma della memoria? Alle famiglie, alla scuola o alle istituzioni?
«E' necessario lo sforzo congiunto di tutti - conclude Cassini - perché i sacrifici dei nostri predecessori non risultino vani. Anche la Biblioteca può fare qualcosa: creare delle sezioni ad hoc dedicate alla storia locale e nazionale, raccogliere le testimonianze dei sopravvissuti, coinvolgere le scuole e organizzare appuntamenti con storici ed esperti. Cercheremo, con tanto entusiasmo, di fare la nostra parte».