«Garantiamo noi cattolici»


Ministro Bindi, ma davvero volete sradicare la famiglia italiana come dice l'Osservatore Romano?
«Ma no. Vorrei rassicurare che nessuno ha intenzione di sradicare la famiglia, e men che meno di indebolirla. Anzi, penso che dopo sessant'anni di vita democratica è la prima volta che si tenta di dare organicità e sistematicità alla politica per la famiglia. Il parlamento ci ha chiesto di presentare un disegno di legge sulle unioni civili, ma nessuno pensa di allontanarsi dalla carta costituzionale dentro la quale, con l'articolo 29, c'è il riconoscimento di un plusvalore alla famiglia fondata sul matrimonio. Riconosceremo solo i diritti e i doveri delle persone, ma non le unioni civili in quanto tali. Credo davvero che si debbano rasserenare gli animi, che nessuno debba preoccuparsi perché non solo c'è una componente cattolica molto forte nel governo e nella maggioranza, ma anche perché questo governo vuole rispettare il comune sentire degli italiani».
Lei ha detto: massima attenzione ai diritti delle persone. Non pensate a un riconoscimento giuridico delle unioni civili?
«Non c'è un riconoscimento giuridico della coppia, c'è la presa d'atto di una situazione di fatto dalla quale discendono diritti, prerogative e doveri per le persone».
Anna Finocchiaro ha invitato i cattolici a non tirare troppo la corda.
«Anch'io vorrei fare una raccomandazione all'anima laicista della coalizione: occorre tener conto delle debite proporzioni. Anche perché questa sinistra tutta concentrata sul riconoscimento dei diritti individuali, poi si trova di fronte a sorprese come quella di Mirafiori».
Fino a che punto la sinistra può spingersi?
«Fino al punto stabilito nel programma».
Ma quali dovrebbero essere le priorità della legge?
«Non faccio anticipazioni, però vorrei che prendessimo la strada del 'diritto mite", secondo la definizione di Gustavo Zagrebelsky. Se dovessimo dare una regolamentazione forte correremmo il rischio, lo dico soprattutto per le coppie eterosessuali, di creare una sorta di via parallela al matrimonio. E questo non va bene».
Mentre in Italia si litiga per le coppie di fatto all'estero la figlia del vicepresidente Usa Dick Cheney, omosessuale, ha annunciato di essere incinta. Non saremo un po' arretrati?
«Stiamo attenti a cosa vuol dire essere moderni, perché io per esempio penso che la possibilità di una fecondazione assistita per i gay o le adozioni sempre per le coppie gay sia un diritto che vada negato, ma non perché sono arretrata. C'è una modernità antica, che è quella secondo la quale i figli per crescere hanno bisogno di una figura paterna e una materna...»

Carlo Rosso