Voghe in alto, c'è chi ci crede
VOGHERA. C'è chi ci pensa e ne parla, c'è chi ci pensa ma non vuole neanche sentire nominare la parola play off. L'Alessandria, l'ultima del treno per C2, ha 22 punti, il Voghera è a quota 20. In mezzo, la Pro Belvedere Vercelli a 21. I play out sono lontani, 8 punti. Williams Finelli, classe ‘86, sta disputando un ottimo campionato e fa parte del gruppo che pensa che l'aggancio ai play off sia più che possibile: «Io ci credo. Con la squadra che abbiamo non può che essere cosi». Il momento è positivo per squadra, allenatore, società e gente che sembra avere ritrovato entusiasmo.
Il piemontese arrivato a Voghera con aria da duro (l'allenatore Bortolas) ragiona alla giornata e non vuole sentire parlare di play off. Il presidente Gastaldi fa notare che la squadra è competitiva ed è vicina a «quelli in alto». Finelli, per il terzo anno in rossonero, si sta rivelando giocatore sul quale contare. Dopo il difficile inizio è in atto un periodo positivo che dura da 5 domeniche: «All'inizio ero giù di morale perché vedevo che la squadra era forte ma non faceva risultati». Ma cosa è cambiato rispetto a un mese fa? «Abbiamo più testa nel fare le cose. Eravamo concentrati anche prima, adesso forse di più. I giocatori arrivati a novembre hanno dato una forza maggiore a una squadra già competitiva. Adesso siamo anche più bravi a sfruttare le occasioni». Finelli è stato utilizzato da Bortolas in vari ruoli, questo denota che il giocatore è tenuto in gran considerazione: «Le responsabilità mi caricano il triplo. Il mio obiettivo è cercare di migliorarmi e puntare ai play off. Non mi piace stare sotto, voglio la C2». Quale è il punto di forza della squadra? «Penso che siamo completi. In difesa non prendiamo gol, a centrocampo abbiamo giocatori di qualità e quantità e in attacco due che segnano e aiutano». La difesa in queste ultime 5 giornate è stata attenta e concentrata. Un solo gol subito: «Il mister vuole che stiamo alti e poi avere Anderson e De Nardin che sostengono e comandano il reparto è importante». Rispetto allo scorso anno il gioco del laterale sembra meno offensivo: «La prima cosa è non prendere gol. Quest'anno quando spingo lo faccio per fare male».
Marco Quaglini