Si scatenano gli appetiti su Capitalia

MILANO.E' festa, Milano è deserta per il ponte di Sant'Ambrogio e, all'apparenza, chi è rimasto in città non ha voglia di tuffarsi negli affari. Eppure la Borsa è aperta da pochi minuti e il titolo Capitalia schizza all'insù.
Ci sono ordini di acquisto che arrivano on line o ai call center delle banche. Che cosa sta succedendo?
Succede che nella notte il tribunale di Brescia ha condannato Cesare Geronzi, il presidente delle banca romana.
E, dunque, gli operatori hanno trovato un elemento per dare un senso a questa giornata festiva. Tutti a comprare Capitalia perchè, con un Geronzi più debole, da lunedi può succedere di tutto.
Lunedi succederà che il consiglio di amministrazione di Capitalia, preso atto della condanna e in applicazione di un decreto del 1998, sospenderà Geronzi dall'incarico di presidente. I suoi poteri passeranno al vicepresidente e consigliere anziano, Paolo Savona. E questo fino al 18 gennaio prossimo. A quel punto sarà l'assemblea degli azionisti a pronunciarsi. Dovrà votare se sfiduciare Geronzi o se riconfermarlo nella carica.
E che cosa potrà succedere di qui al 18 gennaio?
Forse niente. Forse il mondo bancario si scambierà i tradizionali auguri e tutto finirà li.
Oppure qualcuno, e la Borsa se lo augura, andrà all'attacco di Capitalia approfittando della debolezza di Geronzi, sospeso dagli incarichi societari. Secondo alcuni analisti, la perdita di potere del presidente potrebbe riaprire la porta a un'aggregazione dell'istituto romano. Dopo il via libera all'ingrezione fra Banca Intesa e San Paolo-Imi e alla fusioni in corso fra alcune banche popolari, Capitalia rischia di restare fuori dal risiko del settore.
Tra le principaili banche che non hanno ancora definito un percorso di integrazione, restano il Monte dei Paschi di Siena e la Popolare di Milano. Tuttavia l'istituto lombardo sembra più interessato al progetto di creazione di una superpopolare, con un parametro di attività localizzato nel Nord Italia.
Inoltre resta semrpe l'ipotesi Unicredit, anche se va valutata l'intenzione della banca guidata da Alessandro Profumo di rafforzare la propria presenza in Italia. In questo momento, infatti, Unicredit è focalizzata nel completamento dell'integrazione con la tedesca HVB. E poi i vertici dell'istituto di Piazza Corrdusio sembrano maggiormente propensi a rafforrzare la propria presenza nel panorama europeo.
Per altri analisti, invece, non sarebbe da escludere l'interessamento di Abn Amro. L'istituto olandese detiene il 7% di Capitalia e ha appena rafforzato la sua presenza in Italia, rilevando il controllo di Banca Antonveneta. Secondo alcuni operatori un'offerta di Abn Amro non sarebbe da escludere a priori, magari dopo aver completato il processo di integrazione con la banca veneta.
Dunque, secondo alcuni addetti ai lavori, da oggi Capitalia rappresenta un'ottima preda all'interno del panorama italiano. Un ruolo, quello di 'preda", appunto, che è sempre andato stretto a Geronzi. Però, con un Geronzi più debole, di qui al 18 gennaio potrebbe davvero succedere di tutto.
Molto più 'leggera" la posizione di Roberto Colaninno, che di Capitalia è solo consigliere di amministrazione. Anche lui sarà sospeso, ma questo non inciderà sul futuro dell'istituto bancario romano. Dato che la sospensione riguarda solo gli incarichi bancari, non sono in discussione le cariche di Colaninno in Immsi e in Piaggio. (g.f.)