Diocesi, ecco i nuovi vicari foranei il parlamentino del vescovo Canessa
TORTONA. Ecco il nuovo parlamentino diocesano. Si sono, infatti, concluse nei giorni scorsi le consultazioni interne per rinnovare l'organismo che aiuta il vescovo di Tortona Martino Canessa nell'organizzazione della vita parrocchiale. In particolare sono stati scelti gli undici vicari foranei in rappresentanza delle singole «province» di cui è composta la diocesi.
Il consiglio presbiterale è un organo consultivo della diocesi che resta in carica tre anni. E' composto dal vicario generale (monsignor Piergiorgio Pruzzi), quattro vicari episcopali, undici sacerdoti che rappresentano il territorio oltrepadano (i vicari foranei) e due religiosi nominati dalle case religiose residenti in diocesi e quattro nominati dal vescovo per norma canonica. Il consiglio deve essere convocato due volte volte all'anno.
Martino Canessa, presule tortonese, convoca quattro incontri di questa sorta di parlamentino che si occupa di come organizzare la vita pastorale. Sono stati, in questi giorni, dunque eletti i vicari foranei. I nuovi nominati sono: don Gianni Captiniparroco del Duomo a Voghera per il vicariato di Voghera; don Vittorio Pisotti, parroco del Sacro Cuore a Casteggio per il vicariato di Casteggio; don Pietro Lanati, parroco di Stradella per il vicariato di Broni-Stradella; don Maurizio Ceriani, parroco di Casei Gerola per il cosidetto vicariato padano; don Gianluca Vernettiparroco a Varzi per l'omonimo vicariato della Val Staffora. Per il vicariato di Aquata Serravalle è stato eletto don Lino Piccinini; per il vicariato di Novi Ligure don Alessandro Cazzulo; per il vicariato delle valli Grue e Curone monsignor Pietro Bondone. Per Tortona monsignor Carlo Curone; per la Bassa Valle Scrivia don Paolo Caorsi; per il vicariato del genovesato Don Stefano Calissano. I vicari hanno il compito di organizzare e gestire l'attività pastorale nel territorio assegnato loro.
Si tratta di compiti organizzativi e a volte supplettivi. Se il parroco di un piccolo comune dovesse assentarsi, per malattia o altro e la chiesa rimanesse perciò «sguarnita» è il vicario a occuparsi della eventuale sostituzione. (f. g.)