Bullismo a scuola, i ragazzi si ribellano

VIGEVANO. Rito goliardico per alcuni, estorsione in piena regola per altri. La «matricola», retaggio delle tradizioni universitarie, non scompare dalle scuole vigevanesi. Anzi continua, anche se con minor radicamento del passato. Tutto questo mentre l'ordine ducale della goliardia è sempre più simile a una onlus, che raccoglie i fondi della «liberatio» e li dona ai gruppi di volantariato.
Intanto alle superiori si continuano a pretendere soldi, pochi spiccioli, dai più giovani. Un ragazzo ha denunciato un 16enne che gli aveva chiesto davanti a scuola due euro, estorcendogliele con la forza. Un caso che non ha nulla a che fare con la goliardia. «L'usanza della matricola - racconta una mamma che aspetta il figlio davanti al liceo scientifico - non è scomparsa». E' una signora elegante di mezza età, capelli lunghi castani, gonna al ginocchio e sguardo preoccupato quando parla del figlio, al primo anno di liceo scientifico: una faccia pulita, di quelle che si vedono nei telefilm americani. «Mio figlio ha pagato la matricola - racconta la donna -: un euro e cinquanta. Pare sia una tradizione, a me sembra solo una cosa squallida. E poi c'è il problema degli scherzi. Ai primi giorni di scuola gli studenti più grandi hanno chiuso i nuovi arrivati nel cortile, alla fine delle lezioni, e li hanno costretti alla corsa dei sacchi. Mio figlio è tornato a casa mezz'ora dopo, ero preoccupata. Ora lo vengo a prendere io a scuola». Ma ci sono anche gli studenti che, quando si parla di matricole, si mettono a ridere. Lo considerano un rito superato. «Ormai stanno scomparendo - dice Giovanni Gragnolati, quarto anno di liceo scientifico -. Io l'ho pagata, ma non ho intenzione di richiederla. Non ha senso. Ne faccio volentieri a meno dei due euro che mi può dare un ragazzo di prima». Le «matricole», per qualcuno, sono ormai un atto da «gente che raccatta pochi spiccioli». «A me l'hanno fatta - dice Alessio Ferlaino, quarta liceo scientifico - ma io non la farò ad altri. Come si fa a prendersela con i 'primini"? Sono ragazzi indifesi». Quelli che continuano a chiedere le «matricole» non sono molto stimati dai coetanei. «Non mi sembra succeda spesso - dice Alessandro Rubino, terza liceo scientifico -: al massimo qualcuno chiede 50 centesimi. Il bullismo è una vigliaccata. A comportarsi cosi sono sempre i soliti: basta ricordare la rissa con i ragazzi di Modena».
Andrea Ballone