Pensioni e tfr, gli operai Fiat fischiano Epifani
ROMA. Sciopero chiesto a gran voce, contestazione dei leader sindacali, presentazioni di documenti contro la legge finanziaria 2007 e sulla questione scottante del tfr da trasferire ai fondi pensione. Per Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, quella di ieri alla Fiat Mirafiori non è stata una giornata facile.
Avrebbe dovuto essere quasi un bagno di folla e invece le assemblee a Torino, negli stabilimenti della Fiat, si sono trasformate in una specie di processo al sindacato che viene accusato di essere troppo morbido con il governo «amico» di centrosinistra.
Migliaia di lavoratori riuniti, circa 2000 nella enorme sala dove si eseguono i test delle Fiat appena «sfornate», circa 1500 dello stabilimento delle ex meccaniche e degli stampi.
Nessun sindacalista si è salvato dalla contestazione, mentre qualche frecciata è stata lanciata dagli operai di Mirafiori perfino contro un ex sindacalista come il presidente della Camera dei deputati. «Bertinotti ci hai traditi», ha urlato un operaio delle corrozzerie Mirafiori, mentre l'assemblea riunita per ascoltare il segretario generale della Cisl, Bonanni, cominciava ad applaudire.
Clima teso dunque in assemblee diverse durante le quali i tre segretari generali hanno dovuto far ricorso a tutta la loro esperienza per riuscire a comunicare con gli operai di una delle aziende che in questo momento stanno andando meglio in Italia. Gli operai della Fiat sono al tempo stesso orgogliosi e molto preoccupati per la politica del governo che, vista dalla fabbrica, non appare certo troppo amichevole nei confronti dei lavoratori. In particolare, ha spiegato dopo due ore di assemblea intensa il segretario generale della Cgil, Epifani, gli operai sono preoccupati della faccenda delle pensioni, della politica industriale e occupazionale e del trasferimento del tfr ai fondi pensione. «Il sentimento che provo - ha detto comunque Epifani - è di soddisfazione perché questa fabbrica sta rinascendo, quella che si pensava fosse sull'orlo di una crisi senza ritorno e che invece si apre al futuro».
Quella di ieri è stata anche per certi versi una data storica, vista che era dalla lontana crisi del 1980 che i sindacalisti confederali nazionali non rientravano in fabbrica a Torino. Epifani ha detto che in questo preciso momento non gli interessa tanto fare i paragoni tra l'oggi e il passato. E' interessante invece sottolineare le novità positive. Ebbene - ha spiegato il segretario generale della Cgil - quei 30 giovani apprendisti che sono stati assunti in questi giorni a Mirafiori si possono considerare una pattuglia di inizio di un esercito. Per Epifani, è la rivincita nei confronti dei teorici della fine del lavoro industriale.
L'ottimismo di Epifani ha dunque resistito alle critiche di molti operai: «Guglielmo questa non può essere la finanziaria dei lavoratori». E un altro: «Dovete organizzare uno sciopero, questo non è un governo amico».
Sia Epifani che Angeletti e Bonanni, oltre ad affrontare la discussione sulla finanziaria, hanno dovuto anche rassicurare i lavoratori sulla questione delle pensioni e del tfr. Epifani, finite le assemblee, ha raccontato che le maggiori preoccupazioni degli operai sono proprio quelle relative alle pensioni, al precariato, ai ritmi di lavoro. I tre segretari generali hanno cercato insomma il dialogo e hanno cercato di trarre dalla giornata l'aspetto positivo, che riguarda soprattutto la rinascita di una grande fabbrica come la Fiat. Ma per altri si è trattato invece di un campanello di allarme. Per i Cub, i comitati di base siamo solo all'inizio di una grande contestazione del sindacato da parte dei lavoratori. Per Giorgio Cremaschi della Fiom a Mirafiori si è materializzato lo scontento di tutto il mondo del lavoro. Per Airaudo, segretario della Fiom di Torino, i lavoratori hanno detto chiaramente che non pagheranno il conto della fase due del governo Prodi come vorrebbe Confindustria.