Sugli schermi il simpatico Happy Feet e la guerra in Libia vista da Monicelli

PAVIA. Libia, l940. La trentunesima sezione sanità è accampata nel deserto in attesa degli eventi. La guerra sembra lontana. Il comandante, il maggiore Strucchi è un intellettuale che passa il tempo scrivendo lettere d'amore alla moglie. Il tenente Salvi è un fascista convinto, amante dell'avventura, Simeone è un frate che convince gli altri a intervenire umanitariamente verso la popolazione locale. Ma la guerra arriva: prima sono i soldati in fuga dopo la disfatta contro gli inglesi, infine i feriti.
Sempre con equilibrio attento fra emozione, tragedia, ironia e sarcasmo sia nel disegno dei caratteri sia nelle situazioni che li accolgono, Mario Monicelli con 'Le rose del deserto" regala un film divertente e commovente con tecniche narrative (e di stile) sapientissime e con una recitazione che ottiene da ogni interprete (Michele Placido, Giorgio Pasotti, Alessandro Haber) i risultati più convincenti. Questa settimana è arrivato sugli schermi pavesi anche 'Il prescelto" di Neil LaBute, protagonista Nicolas Cage nel ruolo di un poliziotto caduto in depressione che riceve una lettera di una vecchia fiamma, la cui figlia sembra scomparsa. Per ritrovarla, entrerà in un mondo parallelo, femminista e matriarcale, dai molti misteri. Prevedibile e scialbo.
Il panorama delle 'prime" comprende, inoltre, 'Happy Feet" di George Miller, simpatico cartone in 3d al computer dove avventura, musical, sentimento e cinecitazioni si mischiano per seguire le peripezie del giovane pinguino imperatore Mambo che quando canta stecca, a differenza di mamma e papà, ma che quando muove le zampe balla da dio. C'è, poi, 'Conciati per le feste" di John Whitesell con Matthew Broderick costretto a fare i conti col vicino Danny DeVito, deciso ad intaccare il suo primato di 're del Natale" decorando la sua casa con una tale quantità di luci da diventare visibile perfino dallo spazio. Inizia cosi una guerra spietata. Tra esplosioni, litigi, gag, kitsch e scarso divertimento. Infine, si può vedere 'Nativity" di Catherine Hardwicke che cerca nelle immagini pace, serenità e comprensione per raccontare la storia di Maria e Giuseppe, dall'annunciazione, alla nascita del Salvatore, alla fuga in Egitto. Impianto classico, dialoghi accurati, realismo senza concessioni oleografiche animato da interpreti adeguati: Keisha Castle-Hughes e Oscar Isaac. (f. c.)