Forse preparavano un sequestro: arrestati
STRADELLA. Forse progettavano un sequestro di persona o una rapina in villa. Un fatto è certo: il blitz dei carabinieri della Compagnia di Stradella, ieri mattina, ha sventato i loro piani. Due persone, entrambe di origine sarda, sono finite in manette; altre due, pure sardi, bloccati ed identificati, sono stati, poi, rilasciati, in quanto a loro carico non è emerso nulla di illecito. Non cosi, invece per Giovanni Sanna, 50 anni, originario di Ossi (Sassari), ora residente a Desenzano del Garda e per Antonino Baldassare Piroddi, 34 anni, di Orotelli (Nuoro). A bordo della loro auto, una Fiat Punto, nascosti sotto il sedile di guida, un sospetto cumulo di oggetti che lascia aperta ogni ipotesi criminale. Le indagini proseguono.
I carabinieri, infatti, hanno rinvenuto una pistola calibro 7.62 con 5 colpi, di cui uno in canna, di fabbricazione slava, un coltello serramanico tipico della Sardegna (la Pattada), tre passamontagna, nastro adesivo e quattro telefoni cellulari. Nei confronti dei due sardi, entrambi da poco usciti dal carcere grazie all'indulto e pluripregiudicati per reati contro il patrimonio, è scattato l'arresto. Quando, dai primi controlli eseguiti dai carabinieri della Compagnia di Stradella, è emerso che sia il Sanna che il Piroddi erano stati imputati, in passato, anche di rapina e sequestro di persona, è scattato un allarme ancora più vasto da parte degli investigatori dell'Arma. La cronaca del blitz comincia ieri mattina, sabato, verso le 10. Ad una pattuglia dei carabinieri del Nucleo Radiomobile vengono segnalti movimenti sospetti di persone lungo la provinciale Stradella-Santa Maria della Versa, nel territorio comunale di Canneto Pavese e soprattutto nei pressi di una nota azienda vitivinicola. In pochi minuti sul posto arriva una pattuglia del nucleo radiomobile dei carabinieri di Stradella. Effettivamente a bordi della strada, i militari si imbattono in due auto (risultate non rubate), una Fiat Punto di colore azzurro con a bordo due persone, poi identificate ed arrestate ed una Twingo Renault di colore nero. In quest'ultimo caso a bordo dell'auto non c'è nessuno, ma due persone erano a piedi, nelle vicinanze, camminavano attorno a proprietà private in modo defilato. La pattuglia dei carabinieri blocca i quattro sospetti e chiede rinforzi. Anche in questo caso, in pochi minuti sul posto arrivano un'altra pattuglia del nucleo operativo ed una della stazione di Stradella. Lo spiegamento di forze, forse, è proprio il motivo in base al quale nessuno dei sospetti tenta la fuga. Cominciano le perquisizioni ed i controlli incrociati: la posizione di Giovanni Sanna e Antonino Baldassarre Piroddi appare subito la più delicata perché proprio sulla Fiat Punto si nascondono le armi ed altri oggetti 'compromettenti". C'è il forte sospetto che potesse trattarsi di un tentativo di sequestro di persona oppure di rapina in una delle tante ville di proprietà di facoltosi imprenditori della zona. Ovviamente i sospettati, in particolare i due arrestati, si chiudono in ermetico silenzio. Dalla Compagnia dei carabinieri di Stradella, supportata anche dai colleghi del Nucleo operativo di Pavia, però, parte subito anche una richiesta di ricognizione e perquisizione nelle abitazioni degli arrestati sia sul lago di Garda sia in Sardegna. Ogni particolare, anche se un dettaglio minimo, può essere utile per capire se si trattava di balordi alla ricerca di un 'facile colpo" oppure di una gang da anonima sequestri. Le indagini dei carabinieri proseguono in tutte le direzioni. In passato, soprattutto ad inizio ed a metà degli anni '80, proprio a Stradella, c'erano stati due sequestri di persona, parenti fra di loro e membri di una famiglia di noti industriali. I loro sequestratori erano sardi e, in entrambi i casi, poi scoperti, arrestati e condannati.
Pierangela Ravizza