Basso contro Cunego: è il loro Giro
ROMA. Più equilibrio, più corsa, più Italia. E' tutto nel Giro numero 90, presentato ieri davanti a Ivan Basso e Damiano Cunego. Le 21 tappe che si correranno dal 12 maggio al 3 giugno vogliono rilanciare proprio la loro sfida. «E' un Giro più umano - spiega il direttore della Rcs-Organizzazioni sportive, Angelo Zomegnan - . Un Giro che cerca emozioni e vuole pulizia». «Mi piace molto questo percorso - dice Basso - sarà molto spettacolare». «Le salite sono meglio distribuite su chilometraggi meno lunghi - sostiene Cunego - . Solo in strada però capiremo se tutto ciò favorisce un ciclismo più sereno».
Damiano vinse nel 2004, Ivan quest'anno. In mezzo, l'exploit di Paolo Savoldelli. Dopo il trionfo di maggio però per Basso è cominciato l'incubo. Mentre lui dominava in bici, in Spagna scattava la Operacion Puerto con la scoperta di una centrale di doping ematico a Madrid. Per tenersi pulito, il Tour decise di escludere Ivan sulla base di quelle carte che poi sono servite a decretare l'innocenza sportiva del varesino. Salvo poi scoprire la positività al testosterone del vincitore del Tour, Floyd Landis.
Chiusa l'avventura con Bjarne Riis, che lo ha scaricato il giorno stesso dell'esclusione dal Tour, Basso è passato alla Discovery e ora punta al Giro per rilanciarsi e preparare la corsa francese. Per riuscirci avrà prima di tutto bisogno di avversari. A partire da Damiano Cunego, ma ci saranno anche Paolo Savoldelli e l'inossidabile Gilberto Simoni. Magari spunterà anche lo straniero di turno, meglio se più credibile dello spagnolo Josè Gutierrez Cataluna, secondo del 2006, ma sarà quella tra Ivan e Damiano la corsa da seguire. Si comincia con una cronometro a squadre tra Caprera e la Maddalena: spettacolare, ma fatta di appena 24 chilometri che non lasceranno segni indelebili sulla classifica. Poi ci saranno la cronoscalata di Oropa (13 km) e la crono di Verona (42 km): più adatta a Cunego la prima, perfetta per Basso la seconda. Di fatto si deciderà come al solito sulle montagne. E si ritrovano nomi leggendari, con la Cima Coppi piazzata sul Colle dell'Agnello prima dell'Izoard, con l'arrivo in salita alle Tre Cime di Lavaredo e quello terribile sullo Zoncolan. «Un Giro moderno - chiosa Beppe Saronni - adattissimo a Cunego».
«All'ultima tappa possono esserci diversi corridori in lotta per il primato - spiega Paolo Savoldelli, vincitore nel 2002 e nel 2005 - . Avrò discese adatte a me per recuperare il tempo perso in salita».
E Petacchi? Il velocista ha sei-sette traguardi da volata e fretta di tornare a vincere dopo l'incidente di Namur che ne ha condizionato la stagione: «Fosse per me - spiega - correrei già domani».