Prove di matrimonio tra sanità e industria

PAVIA. La cittadella della salute formulerà le sue richieste di prodotti e tecnologia, forte dell'esperienza diretta sul campo. L'Unione industriali della provincia - per ora con 15 aziende di nicchia ma la rosa potrebbe ampliarsi - cercherà di tradurle in pratica. Passando per lo snodo fondamentale di ricerca e sviluppo tecnologico. In questo solco si inserisce la convenzione tra fondazione policlinico San Matteo e Unione industriali. Un accordo siglato a fine maggio e riempito di contenuti mercoledi quando, attorno a un tavolo, si sono trovati il presidente della fondazione Alberto Guglielmo, il direttore scientifico Carlo Alberto Redi e il presidente degli industriali Piero Bellani. Due mondi che si incontrano per la prima volta. Con la speranza che ricadute benefiche reciproche.
La speranza è che questo patto possa tradursi in un volano per l'economia locale. Gli ingredienti ci sono: imprese di nicchia, che lavorano in sordina pur essendo proiettate in un panorama internazionale, e i centri nevralgici della sanità pavese. Lo stesso accordo è stato siglato dall'Unione industriali anche con le fondazioni Mondino, Maugeri, San Donato (di cui fanno parte Città di Pavia, Morelli e Beato Matteo), Azienda servizi alla Persona e Asl. Oltre, ovviamente, all'Università di Pavia. «Il San Matteo è stato l'apripista di questa nuova filosofia - spiega Piero Bellani, presidente dell'Unione industriali -. Ed è stata anche l'occasione per fare interessanti scoperte. Da giugno a ottobre abbiamo fatto un primo screening delle 520 imprese associate, che potessero essere compatibili con le esigenze del settore medico sanitario. Ne abbiamo trovate una ventina, ma aspettiamo nuove segnalazioni». Soddisfatti anche in fondazione San Matteo. «Il nostro obiettivo è di aprirci al territorio - annuncia il presidente Guglielmo - E questo protocollo di intesa ci offre la possibilità di diventare uno dei punti di riferimento industriale oltre che dell'attività scientifica e medica. Si potrà cosi studiare un percorso comune mettendo in rete il sistema di professionalità del San Matteo per la collettività». Presente all'incontro anche il direttore scientifico: «Le proposte mi sono sembrate estremamente ricche, a testimonianza di un tessuto produttivo della piccola e media impresa che non pensavo cosi dotato - spiega il professor Redi -. Sono emerse punte di unicità a livello internazionale». Per ora hanno aderito al patto quindici imprese, ognuna con la sua peculiarità: Antaardi Cava Manara che produce cibi liofilizzati, Pastificio liberaledi Pavia (che studierebbe paste particolari su misura dei pazienti), Pannelli plastici(resine sintetiche), Galbani, Ghiblidi Dorno (macchine per pulizia), Crodadi Mortara (integratori alimentari e nutrizionali). La Croda lavora in sinergia con Sigma-tau (o meglio con il so segmento Science Sigma-tau) che conta di apre presto uno sportello a Pavia. Brustiadi Vigevano (macchine per calzature particolari), De Lamadi San Martino (sterilizzatori e autoclavi), Mobil Plasticdi Confienza (arredamenti in plastica) Tnadi Cava (materie prime per farine e prodotti da forno), st agenzia sviluppe territoriale vigevano gruppo industrie ascoltato. Deoflordi Confienza (deodoranti per ambienti), Merck Sharp & Dome(farmaceutica), Barbèdi Mortara (carte diagrammali per strumenti sanitari), Tacconidi Pavia (abbigliamento sanitario), Hikma(ex istituto biochimico acquisito da una multinazionale giordana ed esempio di impresa in crescita: da 20 dipendenti è passata a 65).